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Visualizzazione post con etichetta Morbillo. Mostra tutti i post
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Morire di morbillo in Pennsylvania

 Un utile memento di cosa succede quando le persone evitano perfino vaccini ultra sicuri (e testati da decenni) per malattie fino a pochi decenni fa quasi eradicate (vedi articolo precedente del 2019).

Gli USA registrano morti per morbillo, cosa che non si vedeva da decenni


Questo fa da corollario al caso del bambino siciliano non vaccinato morto di difterite pochi giorni fa



Il bambino morto di morbillo in Texas era "prevedibile" (calo di vaccinazioni) e prevenibile

Sono passati quasi 10 anni dall'articolo in cui stigmatizzavo il trend novax (e siamo ben prima del Covid) che aveva portato alla (ri)comparsa di estesi focolai di morbillo a causa del calo delle vaccinazioni. Ridotta protezione che nel caso di infezioni come quella di un virus altamente infettivo come il Paramyxovirus, basta che scenda sotto 85% della popolazione perché rimangano focolai pronti a colpire i più deboli (infanti, anziani o persone con sistema immunitario compromesso).
La soglia di "protetti" (vaccinati o immuni post malattia) necessaria perché non si abbia diffusione in ambienti frequentati da bambini in età prescolare è del 95%
È notizia di pochi giorni che in Texas si è verificato il primo caso (da anni) di un bambino in età scolastica morto per le conseguenze del morbillo, o meglio per le infezioni respiratorie opportuniste che il morbillo facilita spegnendo le difese immunitarie dell'infetto. Delle 124 persone malate (su 9 contee in zone scarsamente popolate), 16 hanno dovuto essere ospedalizzate. Nel 2019 il numero di persone che avevano contratto il morbillo in Texas era di 22.
Il calo del numero di vaccinati in Texas (2025)


Di seguito l'articolo del 2015 che preannunciava il rischio ora verificatosi (per gli articoli successivi usate il tag "morbillo" a fondo pagina)


*** Articolo di febbraio 2015***

Il ritorno del morbillo. La stupidità si paga

Non servivano capacità divinatorie o abilità analitiche degne dei migliori think-tank per prevedere l'epidemia di morbillo che sta imperversando da qualche mese negli USA. Tanto è vero che l'allarme era stato da me rilanciato quasi un anno fa  in articoli tematici (vedi "Vaccinazione morbillo" e "Non abbassare la guardia sul calo delle vaccinazioni").
(wikipedia)
Il punto centrale dell'articolo odierno sottolinea l'impresa (in senso negativo) dell'essere riusciti a trasformare il morbillo, una malattia sotto controllo (in USA e Europa) da più di 15 anni con un numero di casi annuali meno che esiziale, a malattia che si riaffaccia in comunità immunologicamente impreparate  ad affrontarla. 
E questo non perché nel frattempo sia comparso un nuovo ceppo virale particolarmente insidioso o sufficientemente diverso a livello epitopico da rendere meno efficaci le difese immunitarie. La causa è molto più semplice e va ricercata nella sensibile diminuzione delle persone vaccinate (in alcune aree con numeri percentuali a doppia cifra), che si traduce in più persone sensibili all'infezione; maggiore il bacino di infettabili, più probabile è la diffusione dell'epidemia al di fuori del focolaio iniziale. Dato che la vaccinazione contro il morbillo conferisce una protezione pluriennale, ne deriva che i soggetti sensibili per definizione sono i giovani in età scolare o pre-scolare, una età già di suo a maggior rischio a causa della promiscuità sociale a scuola e nei campi gioco.

Paradossalmente il virus del morbillo potrebbe ben figurare come l'esempio da copertina di un virus contro cui il vaccino manifesta una massimizzazione di utilità (durata e grado di protezione) ed efficacia (rapporto rischio-beneficio) proprio per le caratteristiche del virus:
  •  altamente infettivo (valore dell'indice R0 maggiore di 10, tre volte quello dell'influenza). Il virus rimane attivo e contagioso nell'aria o su superfici contaminate per circa due ore dopo che è uscito dal corpo e il periodo infettivo copre l'intervallo compreso tra 4 giorni antecedenti e successivi la comparsa delle macchie cutanee. Sommando questi dati si evince quanto sia facile per un bambino sensibile (cioè privo di anticorpi specifici) essere infettato. Per altre informazioni vedi i dati OMS.
    Malattie infettive a confronto. Morbillo (measles) batte Ebola in quanto a numero di persone infettate da singolo individuo malato
  •  La bassa variabilità virale permette di avere una immunità pluridecennale post-esposizione, dato che il virus è sempre "lo stesso". Confrontate questa "staticità" con l'estrema variabilità del virus influenzale (per cui è necessario ogni anno una nuova vaccinazione); solo questo fatto dovrebbe togliere ogni dubbio sull'importanza del vaccino contro il morbillo
  • Uno dei concetti chiave per comprendere come il rapporto tra soggetti immuni (vaccinati o precedentemente esposti) e sensibili in una data popolazione sia determinante per bloccare sul nascere la nascita di una epidemia, è quello della Herd Immunity (immunità di gregge) Ad ogni malattia infettiva corrisponde un valore diverso di "soglia di immuni" al di sopra della quale il patogeno non riesce a innescare l'epidemia. Come evidenziato dalla figura sotto, il morbillo è tra le malattie infettive comuni quello che è in grado di automantenersi in una popolazione quando la soglia di immuni (vedi sopra) scenda sotto il 90%. Bastano quindi relativamente poche persone (tra quelle sensibili) che decidono di non vaccinarsi per trasformare una popolazione immune in un focolaio epidemico; un fenomeno che, per definizione, favorisce l'insorgere di ceppi virali più aggressivi

    La Comparazione tra l'infettività di malattie comuni (a sinistra) e la copertura sulla popolazione conferita dal vaccino. Per ulteriori dettagli su R0 e concetto di "Herd Immunity" vi invito a rileggere l'articolo precedente sul blog (QUI) e le referenze a fondo pagina. Per una descrizione più semplice di Herd Immunity -->QUI.
     

E qui veniamo al punto dolente. Mai come stavolta si può affermare che più che la ragione potè la credulità popolare, nell'impresa di ridare fiato ad una malattia prevenibile, grazie alle dicerie sul presunto connubio tra vaccinazione e autismo. Un legame totalmente infondato, per vari motivi:
  • eziopatogenesi. L'autismo oltre ad essere una malattia eterogenea e quindi non correlabile ad un singolo e ben identificabile evento (quindi dire che si conosce il nesso causale è un falso), non è nemmeno una malattia che insorge nell'infanzia ma è conseguente a problemi di sviluppo neurologico nella fase embrionale (vedi "Autismo: una patologia geneticamente eterogenea" e articoli successivi per altri dettagli). Un dettaglio non secondario in quanto rende di fatto impossibile teoricamente anche il solo postulare una associazione tra problemi di sviluppo embrionale e vaccinazione infantile: come possa un vaccino avere un effetto retroattivo è un mistero che nessuno dei seguaci di tale ipotesi sembra considerare.
  • Lo studio responsabile di questa credenza venne pubblicato da un medico inglese negli anni '90. Peccato che la teoria formulata, in cui si ipotizzava il legame vaccino/autismo, non solo NON ha mai trovato riscontro in tanti altri studi condotti da allora ma nasce da dati falsi che hanno portato alla ritrattazione dell'articolo da parte dello stesso autore e alla successiva espulsione dello stesso dall'ordine dei medici. ATTENZIONE: non si tratta di un errore di analisi o di dati poi corretti in seguito a migliori tecniche sperimentali (questo è normale e accettabile nella scienza) ma di dati falsificati come appurato da una indagine successiva. Per altri dettagli vedi QUI.
Nonostante queste evidenze, il rifiuto del vaccino è diventato sempre una più una bandiera sotto la quale sono confluite persone e idee anche molto diverse tra loro, in particolare nei paesi anglosassoni. Ne riparlerò in chiusura di articolo.

Non sorprende quindi che dal rischio di epidemie si sia passati alla realtà di epidemie in pochi mesi, come egregiamente riassunto nei due articoli pubblicati oggi sul New York Times (vedi link a fondo pagina).
La conta dei casi di morbillo negli USA secondo i dati ufficiali diffusi dal Center for Disease Control (CDC). Articolo originale QUI.

Risultato simile prendendo in esame il trend in Australia. La freccia rossa indica l'inizio delle vaccinazioni di massa sui bambini
La figura parla chiaro. I casi di morbillo sono saliti l'anno scorso a 644, quasi quanto la somma di casi nell'ultimo decennio. E le prospettive sono negative se si pensa che il numero di casi confermati nel solo gennaio 2015 è già a quota 84, concentrati in solo 14 dei 48 stati continentali degli USA, ad indicare una diffusione ancora nelle prime fasi. Non è nemmeno casuale che uno dei focolai dell'infezione sia stato il parco divertimenti di Disneyland, un luogo "ovvio" in quanto concentra in un'area ristretta e molto affollata quelli che sono i soggetti sensibili per definizione (se non vaccinati): i bambini. Soggetti che al loro rientro a casa e prima della comparsa dei segni rivelatori del morbillo avranno tutte le occasioni per diffondere il virus a scuola o durante le attività ricreative.
Nota. Sebbene possa sembrare ovvio, vale la pena sottolineare che il motivo per cui negli anni passati la frequentazione degli stessi luoghi non abbia alterato sensibilmente il numero di casi di morbillo, a parità di soggetti portatori sempre presenti nella popolazione, era legato al superamento della soglia minima di individui resistenti che rendevano molto difficile al virus trovare "terreni di coltura" adatti. E qui torniamo al concetto di herd immunity che nel caso del morbillo (vedi figura sopra) deve essere superiore al 85-90% dei membri della popolazione in esame. Se prendiamo la popolazione complessiva è probabile che il valore sia (di poco) ancora superiore; se prendiamo però la sottopopolazione degli under-15 (quelli che compongono scuole e campi gioco) tale valore cala drasticamente arrivando al 60%. Una vera "manna" per il virus del morbillo.
Contrarre una malattia così contagiosa come il morbillo ha immediate ripercussioni sulle comunità colpite e i racconti forniti dal New York Times sono emblematici; ne citerò di seguito alcuni.
Le scuole hanno ad esempio cominciato con il vietare la frequentazione ai soggetti non vaccinati (sia perché "a rischio" che per rallentare la diffusione dell'epidemia). Stessa cosa per feste di compleanno e attività sportiva dei ragazzi (attività molto più comuni che da noi).
Un caso emblematico lo si è avuto nella contea di Riverside (a est di Los Angeles), dove in seguito alla malattia di un dipendente della scuola si è deciso per sicurezza di lasciare a casa 40 studenti non vaccinati
A questo si aggiunge una crescente stigmatizzazione verso coloro ora additati come "irresponsabili egoisti" che per una idea personale hanno di fatto messo a rischio l'intera comunità; ricordiamoci infatti che la vaccinazione è SOPRATTUTTO utile per tutelare coloro che per motivi sanitari (anziani, immunodepressi, bambini pre-vaccinazione) non sono o non possono essere vaccinati. Si è quindi passati da una filosofia permissiva nelle piccole comunità basata sul "se non credi nella vaccinazione, sei libero di non farla" ad esplicite accuse ai vicini per "comportamento negligente e criminale che lede la mia sicurezza e non solo la tua".
Molti negozi hanno cominciato ad affiggere avvisi sulle vetrine con inviti alle persone con famigliari malati a indossare mascherine prima di entrare.
Nota. Il problema principale associato al morbillo non è la "malattia in se" ma le complicanze che ad essa possono associarsi. Il fattore rischio aggiuntivo deriva da una capacità peculiare del virus del morbillo che è quella di essere un efficiente immunosoppressore. Minore attività del sistema immunitario si traduce in un aumentato rischio di sviluppare malattie causate da patogeni opportunisti. I numeri sono ancora una volta chiari: 1 bambino su 20 con morbillo contrarrà anche una polmonite (causa principale di decesso nei più giovani); 1 su 1000 si ammalerà di encefalite (causa di convulsioni e potenziale induttore di danni permanenti come sordità o ritardo mentale); ogni 1000 bambini che si ammalano di morbillo, 1-2  ne moriranno.
Numeri assolutamente inconcepibili e inaccettabili essendo il morbillo una malattia prevenibile.
Di fronte al tradursi del morbillo da una minaccia ipotetica ad un evento reale gli stessi attivisti del movimento anti-vaccino americano sono passati da una posizione "militante" compatta ad una divisione tra irriducibili ("preferisco che i miei figli perdano anche un semestre a scuola piuttosto che consentire l'iniezione delle tossine del vaccino" [parole testuali]) e dubbiosi corsi dal medico per una vaccinazione last minute dopo aver soppesato i rischi teorici al morbillo reale. Tendenza in aumento dopo che nuovi focolai di morbillo sono apparsi in Nebraska, Minnesota, New York e in varie contee californiane.
Nota. La corsa dell'ultimo minuto al vaccino è di suo indicativa di una certa ignoranza sui meccanismi di immunizzazione. Una volta ricevuta la vaccinazione sono necessarie circa 3 settimane perché la copertura immunitaria sia evidente (i primi anticorpi cominciano a circolare circa 8 giorni dopo l'esposizione). Non si tratta di una pozione magica o di una medicina che inizia ad esercitare l'effetto subito dopo l'assunzione
La Casa Bianca ha esortato i genitori ad ascoltare la scienza e non le dicerie prive di fondamento. Un simile appello viene dai funzionari della sanità dello stato dell'Arizona che hanno stimato in almeno un migliaio le persone ad immediato rischio di morbillo, esortando chiunque mostrasse i sintomi a contattare il proprio medico e a minimizzare i contatti con altre persone. Un timore sostanziato dal fatto che domenica sera a Phoenix (Arizona) ci sarà l'evento clou della stagione sportiva americana, il Super Bowl; si vuole evitare che l'evento sportivo (aggregatore di pubblico) diventi un nuovo trampolino di lancio per la diffusione del virus in aree ancora non colpite.
Le autorità del New Mexico, stato ancora "libero" da focolai, sono consapevoli di essere a rischio sia per la vicinanza con California e Arizona che per l'alto tasso di bambini non vaccinati, aumentati del 17 per cento nell'ultimo biennio.

Due parole sulle caratteristiche degli appartenenti al movimento anti-vaccino. Si tratta di una compagine alquanto eterogenea per censo, istruzione e motivazioni: andiamo da persone che ancora credono alla validità dell'articolo incriminato di cui sopra a movimenti religiosi che rifiutano pratiche mediche moderne (ad esempio gli Amish) fino alla sottocultura che incorpora idee post-new age e di salutismo assoluto. Una sottocultura molto in voga tra famiglie benestanti e istruite che vivono in quartieri esclusivi di Los Angeles e San Francisco che fanno del motto "all-natural" un modus vivendi per se e i propri figli (le interviste a divi hollywoodiani come Gwyneth Paltrow et similia sono molto indicative).
Una compagine sempre più estesa che lascia sconfortati molti pediatri di base che lamentano di "sentirsi proiettati indietro negli anni '50" data la percentuale di bambini non vaccinati negli asili che oscilla tra il 20 e il 40 per cento. "Le motivazioni addotte dai genitori per non farli vaccinare sono sempre legate a convinzioni personali" continua il medico intervistato "E' molto frustrante vedere un bambino ammalarsi e soffrire per qualcosa del tutto evitabile".
Nota. La protezione fornita dal vaccino trivalente è circa del 95%. Fate voi due calcoli tra la certezza di infezione tra un non vaccinato esposto e un vaccinato. Una differenza molto superiore a 95 volte dato che se nella comunità la soglia dei "resistenti" è superiore al 90% (Herd Immunity) la probabilità di "incontrare il virus" diventa meno che decimale.
Paradossalmente la percentuale di bambini vaccinati è inversamente proporzionale al reddito medio della contea: la classe medio-bassa è più propensa a seguire i consigli dei medici di quelli a reddito elevato. Un caso che mostra come il quoziente intellettivo non va di pari passo con il reddito ...


Un esempio pratico di Herd Immunity. All'aumentare della percentuale di vaccinati nella popolazione varia la velocità di diffusione di un virus. Alcuni valori corrispondono alle percentuali di vaccinati "reali" in alcune contee USA. Facile notare quanto la variazione al di pochi punti percentuali (sotto il valore soglia) abbia un profondo impatto sulla epidemia. La foto è una istantanea di un video flash disponibile sul sito del giornale inglese The Guardian. Clicca --> QUI per vedere la simulazione interattiva.
Se avete dubbi su quanto sia contagioso e pericoloso il morbillo, questo grafico ne evidenzia molto bene le caratteristiche (Credit:NYT)

***

Il problema però non riguarda solo il morbillo (ne ho discusso QUI) che pur con le complicazioni associate è meno distruttivo di altre malattie per cui esistono dei vaccini. Un esempio eclatante viene  dal caso della contea di San Geronimo, California, una bella area rurale sita 30 miglia a nord di San Francisco. Qui il 40 per cento degli studenti della locale scuola elementare non sono vaccinati per il morbillo e il 25 per cento non è stato nemmeno vaccinato contro il virus della polio. In totale il 58% dei bambini è carente per almeno una delle vaccinazioni standard.

Chiudo con il citare una chicca tratta sempre dall'articolo del New York Times che esemplifica al massimo il modo di pensare di alcuni che permangono nelle loro convinzioni anti-vaccino.
La signora McMenimen, una delle mamme che si trova con un bambino con il morbillo, risponde così al giornalista che chiede il perché della scelta di non vaccinare il figlio: "Tobias ha sopportato molto bene sia la varicella che la pertosse, e quest'ultima è stata come un comune raffreddore. Ho solo avuto la tentazione di fargli fare una antitetanica dopo che il bambino si era tagliato con il filo di un recinto ma poi ci ho ripensato. Ha un sistema immunitario così forte"
Credo non servano altri commenti

***

E l'Italia?
L'Italia è stata richiamata ufficialmente dall'OMS a causa del calo del tasso delle vaccinazioni obbligatorie. Sarebbe interessante confrontare i dati e pesarli in base ad aree geografiche, censo, livello di istruzione e origine delle famiglie inadempienti. Dati essenziali per capire come correggere un trend inammissibile.
Casi per milioni di abitanti: <1 (giallo); <10 (arancione); pois (>20)



(Articolo precedente su morbillo qui)


Fonti ulteriori oltre a quelle già citate nell'articolo
- Dal New York Times

  • Vaccine critics turn defensive over measles (31/1/2015)
  • As Measle Cases Spread in US, So Does Anxiety (31/1/2015)
  • Reckless Rejection of the Measles Vaccine (3/2/2015)
- Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute
- Centers for Disease Control
- Mayo Clinic
- National Institutes of Health

***
Se volete affrontare l'argomento "quanto sono importanti i vaccini e perché" vi consiglio la lettura del libro scritto da Alberto Mantovani, uno che si occupa di scienza 365 giorni all'anno e che rappresenta un fiore all'occhiello della ricerca italiana in ambito internazionale. Il libro è scritto in modo semplice ma rigoroso, pensato apposta per informare e spiegare senza dogmatismi o dietro false ideologie




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Casi di morbillo quadruplicati nel primo trimestre 2019

Vi ricordate l'articolo sulla evitabilissima recrudescenza dei casi di morbillo pubblicata 4 anni fa (dal titolo emblematico --> "Il ritorno del morbillo: la stupidità si paga")? Analisi confermata due anni dopo dai nuovi dati (--> "Contromisure ovvie ma disattese") e su cui oggi mi tocca tornare per evidenziare un trend ancora in salita.
Sarò breve, anche perché sono in aeroporto e le temperature di questi giorni invitano al risparmio di energia.

Come il virus del morbillo si "aggancia" alla cellula bersaglio
(credit: wikipedia)

La notizia viene da BBC che cita fonti della WHO/OMS.
Il numero di casi di morbillo nel mondo è quadruplicato nei primi tre mesi del 2019, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Sebbene i dati siano ancora provvisori, l'Organizzazione mondiale della sanità afferma che le cifre mostrano una chiara e coerente tendenza con un aumento univoco. L'Africa ha visto l'aumento più drammatico, con un aumento del 700%, ma in un certo senso sono gli unici "accettabili" perché contingente ad una serie di fattori economici, sociali, culturali e soprattutto demografici 
L'aumento della popolazione in modo non coerente con lo sviluppo locale da sempre favorisce la probabilità di di trasmissione di un virus. Un esempio ben evidente e che abbiamo ampiamente trattato è quello della  --> epidemia di Ebola.
Ma il trend si conferma anche in aree economicamente solide e, cosa molto più importante, anche in aree con elevata copertura vaccinale complessiva, come gli Stati Uniti (dove se non sei vaccinato non vai a scuola. PUNTO). Al che uno potrebbe pensare "ma allora a che servono i vaccini se aumenta il numero di casi?". La spiegazione è semplice: i nuovi casi sono tutti a carico di coloro che non erano vaccinati. Il problema va oltre il pensare "affari loro" perché tra i nuovi casi ci sono persone che NON potevano essere vaccinate in quanto immunodepresse (anziani, persone in terapia antitumorale, persone con anomalie immunitarie innate o semplicemente bambini troppo piccoli per essere vaccinati).
Tutte persone che in questi anni sono "sfuggite" al virus grazie al fenomeno noto come Herd Immunity (immunità del gregge) per cui se vi è una percentuale sufficiente di soggetti immuni nella popolazione (cioè con immunità da vaccino o perché hanno avuto il morbillo da piccoli) la probabilità di diffusione inter-individuale del patogeno diventa irrilevante.
Questo è valido solo nel caso di patogeni trasmissibili in modo diretto tra un individuo e l'altro e non, ad esempio, al colera dove il patogeno è ambientale (acque contaminate, etc). 
La soglia "percentuale" di protezione varia a seconda della virulenza del patogeno ed è dipendente dal valore R0 che indica il numero di persone infettate, in media, da ogni infetto. Nel caso del morbillo si parla di 12-18 ma è un numero che alcuni studi ritengono sottostimato. Pensate che Ebola ha un valore di 2 e coincide molto bene con il famoso caso del paziente di Dallas che infettò due infermieri prima che fosse effettuata la diagnosi (inattesa perché negli USA non c'erano mai stati casi). 

Valori di R0 per altre malattie contagiose
credit: wikipedia

Morbilloaerosol12–18
Pertosseaerosol12–17
difteritesaliva6–7
varicellaaerosol5–7
Poliooro-fecale5–7
Rosoliaaerosol5–7
Parotite/orecchioniaerosol4–7
HIV/AIDSsangue e fluidi corporei 2–5



Rimanendo sul tema morbillo, il numero di soggetti immuni nella popolazione perché la probabilità di epidemia sia ridotta a valori minimi, deve essere superiore al 93% !!
Grafico che correla i valori di R0 con la percentuale di soggetti immuni (es. vaccinati) necessaria per raggiungere la herd immunity (credit: theconversation.com)

Quindi quando qualcuno che potrebbe vaccinarsi non lo fa per motivi ideologici, sta di fatto giocando con la pelle di altre persone che non possono essere vaccinate. Il virus del morbillo è pericoloso non per l'eritema associato ma perché è fortemente immuno-soppressivo e permette così l'instaurarsi di patogeni opportunisti e causare la morte proprio nelle persone più indifese.

La mappa riassume l'aumento su scala globale del numero di casi di morbillo (ottobre 2018-settembre 2019).
Credit: Nature



Fonti



- Critical immunity thresholds for measles elimination



L'epidemia (prevedibile) del morbillo è arrivata in Europa

Circa tre anni fa scrissi un articolo per mettere in allerta sulla recrudescenza dei casi di morbillo, una epidemia assolutamente evitabile dato che c'è un vaccino funzionante (vi invito a rileggere --> "Il ritorno del morbillo. La stupidità si paga").

L'occasione dell'articolo era stata la comparsa di focolai in USA, in aree dove il tasso di vaccinazione aveva subito un calo costante negli anni, ma serviva da monito anche per noi europei vista la tendenza in atto a fidarsi della contro-informazione diffusa ad arte da personaggi senza alcuna competenza in merito e alla diffusione di un sentimento antiscientifico
Non credo sia una coincidenza che il trend antiscientifico sia andato a braccetto con l'apparente tecnologizzazione della persona media; forse è una prova che informatizzazione e mentalità scientifica sono due cose molto diverse (conosco ingegneri più propensi al creazionismo che all'evoluzionismo ...).

Le facili profezie di allora si sono avverate con numeri di casi di morbillo in Europa mai così alti da anni.
Il trend italiano è peggiore di quello inglese. Peggio di noi solo i paesi dell'ex blocco sovietico (dove verosimilmente i tassi di vaccinazione sono crollati con la caduta dei regimi comunisti). Credit: BBC

Contro-corrente va la Cina grazie ad un sistema di controllo capillare dove non solo senza  vaccinazione non si va a scuola (anche in UK e US) ma disobbedire alle direttive del partito-governo non è la cosa più salutare da fare.

Tornando alla notizia lanciata dalla BBC, l'Europa ha visto più infezioni di morbillo quest'anno rispetto a qualsiasi altro anno in questo decennio. Più di 41 mila persone sono state infettate nel 2018, rispetto al minimo storico di 5273 nel 2016. La malattia ha causato 37 morti.
Perché il punto è proprio questo. Il morbillo non è un raffreddore ma una infezione dall'esito potenzialmente molto serio in quanto il virus è un ottimo immunosoppressore; vale a dire che la prima cosa che fa il virus è abbattere le difese dell'organismo spianando così la strada a microbi altri che normalmente sarebbero tenuti sotto controllo dalle pattuglie immunitarie.
Le complicazioni più comuni sono encefalite, meningite, convulsioni febbrili, polmonite ed epatite.
Una precisazione, forse ovvia, è che le persone colpite sono quasi esclusivamente bambini e adolescenti; gli adulti sono in grandissima parte vaccinati e quindi protetti, cosa che non si può dire per i nati nel "decennio della diffusione delle bufale".


Sembrerà cinico, anzi lo è, ma voglio reiterare il titolo dell'articolo di tre anni fa: la stupidità si paga. La cosa grave purtroppo è che viene fatta pagare ad altri, cioè ai bambini.


Articolo precedente sul tema --> QUI
Di interesse sul tema --> "L'importanza di informarsi sulle bufale antiscientifiche"

Fonti
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) / news





Epidemia di morbillo. Gli ultimi dati e le contromisure ovvie ma disattese da troppi

Il motivo della nascita di questo blog era condividere le letture e notizie scientifiche "meno mediatiche" (recuperate da fonti rigorose) sottolineandone la componente di interesse generale per i non addetti ai lavori. Vedersi costretto ogni tanto a tornare su problemi nati dal diffuso atteggiamento antiscientifico (articoli raggruppati sotto il tag "Dimensione X") mi lascia sempre un po' di amaro in bocca. Ma anche questo fa parte dell'importanza della divulgazione scientifica.

Il 2016 sarà ricordato negli USA come un buon anno per la riduzione del numero di casi di morbillo dopo il record negativo del 2014, il top negli ultimi 50 anni da quanto il vaccino fu reso disponibile. 
Questo risultato è stato raggiunto dopo l'allarme dichiarato dallo stato dell'Arizona che a luglio aveva notato un picco di casi facendo presagire una nuova ondata epidemica. La reazione delle autorità sanitarie (dichiarazione dello stato di emergenza sanitario) e la retromarcia dei genitori "dubbiosi" hanno permesso di mettere un freno e oggi il 2016 potrà essere archiviato con un numero di casi tornato ai livelli del 2010.

Gli sforzi delle autorità e dei dipartimenti della salute si sono uniti in una campagna pervasiva volta a dimostrare che le vaccinazioni salvano vite mentre le leggende metropolitane amplificate dai social media e da un costante atteggiamento anti-scientifico non sono una semplice "libertà" ma colpiscono sempre le fasce più deboli della popolazione, i bambini.

Un allarme che avevo rilanciato in un articolo su questo blog a febbraio del 2015 che vi invito a rileggere in quanto sempre più attuale anche in Italia --> "Il ritorno del morbillo. La stupidità si paga". Utile da leggere non per l'allarme in se ma perché ho cercato di spiegare le ragioni "tecniche" alla base dell'epidemia contestualizzandole alle situazioni locali.

I dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) pur se parziali (mancano ancora quelli americani) dimostra che l'Italia non sta facendo bene e questo non stupisce data la presa di posizione populista di alcuni movimenti politici. Fonte: Measles Surveillance Data (WHO)
Volete fare un regalo ai vostri bambini per Natale? Cominciate ad assicurare loro un futuro senza morbillo (e soprattutto senza le sue complicanze) vaccinandoli. Chi vuole fare il brillante e l'alternativo ha altri mezzi per farlo, di sicuro a minor impatto sulla salute pubblica.
Sono troppo severo? Forse, ma quando uno dedica la propria vita professionale alla scienza diventa poco tollerante a furia di fronteggiare favolette propagandate da chi, nella migliore delle ipotesi, ha una specializzazione in ... scienze politiche (ogni riferimento a personaggi pubblici è assolutamente voluto ...).

Un utile articolo sul problema della falsa informazione centrata sul rischio vaccini è quello pubblicato su EMBO Journal da Katrin Weigmann ---> "An injection of confidence"


Fonti
Arizona now has largest measles outbreak in U.S.
Measles Cases and Outbreaks
Anti-Vaxxers May Have Caused The Largest Measles Outbreak This Year; Health Officials To Declare State Of Emergency


Il ritorno del morbillo. La stupidità si paga

Non servivano capacità divinatorie o abilità analitiche degne dei migliori think-tank per prevedere l'epidemia di morbillo che sta imperversando da qualche mese negli USA. Tanto è vero che l'allarme era stato da me rilanciato quasi un anno fa  in articoli tematici (vedi "Vaccinazione morbillo" e "Non abbassare la guardia sul calo delle vaccinazioni").
(wikipedia)
Il punto centrale dell'articolo odierno sottolinea l'impresa (in senso negativo) dell'essere riusciti a trasformare il morbillo, una malattia sotto controllo (in USA e Europa) da più di 15 anni con un numero di casi annuali meno che esiziale, a malattia che si riaffaccia in comunità immunologicamente impreparate  ad affrontarla. 
E questo non perché nel frattempo sia comparso un nuovo ceppo virale particolarmente insidioso o sufficientemente diverso a livello epitopico da rendere meno efficaci le difese immunitarie. La causa è molto più semplice e va ricercata nella sensibile diminuzione delle persone vaccinate (in alcune aree con numeri percentuali a doppia cifra), che si traduce in più persone sensibili all'infezione; maggiore il bacino di infettabili, più probabile è la diffusione dell'epidemia al di fuori del focolaio iniziale. Dato che la vaccinazione contro il morbillo conferisce una protezione pluriennale, ne deriva che i soggetti sensibili per definizione sono i giovani in età scolare o pre-scolare, una età già di suo a maggior rischio a causa della promiscuità sociale a scuola e nei campi gioco.

Paradossalmente il virus del morbillo potrebbe ben figurare come l'esempio da copertina di un virus contro cui il vaccino manifesta una massimizzazione di utilità (durata e grado di protezione) ed efficacia (rapporto rischio-beneficio) proprio per le caratteristiche del virus:
  •  altamente infettivo (valore dell'indice R0 maggiore di 10, tre volte quello dell'influenza). Il virus rimane attivo e contagioso nell'aria o su superfici contaminate per circa due ore dopo che è uscito dal corpo e il periodo infettivo copre l'intervallo compreso tra 4 giorni antecedenti e successivi la comparsa delle macchie cutanee. Sommando questi dati si evince quanto sia facile per un bambino sensibile (cioè privo di anticorpi specifici) essere infettato. Per altre informazioni vedi i dati OMS.
    Malattie infettive a confronto. Morbillo (measles) batte Ebola in quanto a numero di persone infettate da singolo individuo malato
  •  La bassa variabilità virale permette di avere una immunità pluridecennale post-esposizione, dato che il virus è sempre "lo stesso". Confrontate questa "staticità" con l'estrema variabilità del virus influenzale (per cui è necessario ogni anno una nuova vaccinazione); solo questo fatto dovrebbe togliere ogni dubbio sull'importanza del vaccino contro il morbillo
  • Uno dei concetti chiave per comprendere come il rapporto tra soggetti immuni (vaccinati o precedentemente esposti) e sensibili in una data popolazione sia determinante per bloccare sul nascere la nascita di una epidemia, è quello della Herd Immunity (immunità di gregge) Ad ogni malattia infettiva corrisponde un valore diverso di "soglia di immuni" al di sopra della quale il patogeno non riesce a innescare l'epidemia. Come evidenziato dalla figura sotto, il morbillo è tra le malattie infettive comuni quello che è in grado di automantenersi in una popolazione quando la soglia di immuni (vedi sopra) scenda sotto il 90%. Bastano quindi relativamente poche persone (tra quelle sensibili) che decidono di non vaccinarsi per trasformare una popolazione immune in un focolaio epidemico; un fenomeno che, per definizione, favorisce l'insorgere di ceppi virali più aggressivi

    La Comparazione tra l'infettività di malattie comuni (a sinistra) e la copertura sulla popolazione conferita dal vaccino. Per ulteriori dettagli su R0 e concetto di "Herd Immunity" vi invito a rileggere l'articolo precedente sul blog (QUI) e le referenze a fondo pagina. Per una descrizione più semplice di Herd Immunity -->QUI.
     

E qui veniamo al punto dolente. Mai come stavolta si può affermare che più che la ragione potè la credulità popolare, nell'impresa di ridare fiato ad una malattia prevenibile, grazie alle dicerie sul presunto connubio tra vaccinazione e autismo. Un legame totalmente infondato, per vari motivi:
  • eziopatogenesi. L'autismo oltre ad essere una malattia eterogenea e quindi non correlabile ad un singolo e ben identificabile evento (quindi dire che si conosce il nesso causale è un falso), non è nemmeno una malattia che insorge nell'infanzia ma è conseguente a problemi di sviluppo neurologico nella fase embrionale (vedi "Autismo: una patologia geneticamente eterogenea" e articoli successivi per altri dettagli). Un dettaglio non secondario in quanto rende di fatto impossibile teoricamente anche il solo postulare una associazione tra problemi di sviluppo embrionale e vaccinazione infantile: come possa un vaccino avere un effetto retroattivo è un mistero che nessuno dei seguaci di tale ipotesi sembra considerare.
  • Lo studio responsabile di questa credenza venne pubblicato da un medico inglese negli anni '90. Peccato che la teoria formulata, in cui si ipotizzava il legame vaccino/autismo, non solo NON ha mai trovato riscontro in tanti altri studi condotti da allora ma nasce da dati falsi che hanno portato alla ritrattazione dell'articolo da parte dello stesso autore e alla successiva espulsione dello stesso dall'ordine dei medici. ATTENZIONE: non si tratta di un errore di analisi o di dati poi corretti in seguito a migliori tecniche sperimentali (questo è normale e accettabile nella scienza) ma di dati falsificati come appurato da una indagine successiva. Per altri dettagli vedi QUI.
Nonostante queste evidenze, il rifiuto del vaccino è diventato sempre una più una bandiera sotto la quale sono confluite persone e idee anche molto diverse tra loro, in particolare nei paesi anglosassoni. Ne riparlerò in chiusura di articolo.

Non sorprende quindi che dal rischio di epidemie si sia passati alla realtà di epidemie in pochi mesi, come egregiamente riassunto nei due articoli pubblicati oggi sul New York Times (vedi link a fondo pagina).
La conta dei casi di morbillo negli USA secondo i dati ufficiali diffusi dal Center for Disease Control (CDC). Articolo originale QUI.

Risultato simile prendendo in esame il trend in Australia. La freccia rossa indica l'inizio delle vaccinazioni di massa sui bambini
La figura parla chiaro. I casi di morbillo sono saliti l'anno scorso a 644, quasi quanto la somma di casi nell'ultimo decennio. E le prospettive sono negative se si pensa che il numero di casi confermati nel solo gennaio 2015 è già a quota 84, concentrati in solo 14 dei 48 stati continentali degli USA, ad indicare una diffusione ancora nelle prime fasi. Non è nemmeno casuale che uno dei focolai dell'infezione sia stato il parco divertimenti di Disneyland, un luogo "ovvio" in quanto concentra in un'area ristretta e molto affollata quelli che sono i soggetti sensibili per definizione (se non vaccinati): i bambini. Soggetti che al loro rientro a casa e prima della comparsa dei segni rivelatori del morbillo avranno tutte le occasioni per diffondere il virus a scuola o durante le attività ricreative.
Nota. Sebbene possa sembrare ovvio, vale la pena sottolineare che il motivo per cui negli anni passati la frequentazione degli stessi luoghi non abbia alterato sensibilmente il numero di casi di morbillo, a parità di soggetti portatori sempre presenti nella popolazione, era legato al superamento della soglia minima di individui resistenti che rendevano molto difficile al virus trovare "terreni di coltura" adatti. E qui torniamo al concetto di herd immunity che nel caso del morbillo (vedi figura sopra) deve essere superiore al 85-90% dei membri della popolazione in esame. Se prendiamo la popolazione complessiva è probabile che il valore sia (di poco) ancora superiore; se prendiamo però la sottopopolazione degli under-15 (quelli che compongono scuole e campi gioco) tale valore cala drasticamente arrivando al 60%. Una vera "manna" per il virus del morbillo.
Contrarre una malattia così contagiosa come il morbillo ha immediate ripercussioni sulle comunità colpite e i racconti forniti dal New York Times sono emblematici; ne citerò di seguito alcuni.
Le scuole hanno ad esempio cominciato con il vietare la frequentazione ai soggetti non vaccinati (sia perché "a rischio" che per rallentare la diffusione dell'epidemia). Stessa cosa per feste di compleanno e attività sportiva dei ragazzi (attività molto più comuni che da noi).
Un caso emblematico lo si è avuto nella contea di Riverside (a est di Los Angeles), dove in seguito alla malattia di un dipendente della scuola si è deciso per sicurezza di lasciare a casa 40 studenti non vaccinati
A questo si aggiunge una crescente stigmatizzazione verso coloro ora additati come "irresponsabili egoisti" che per una idea personale hanno di fatto messo a rischio l'intera comunità; ricordiamoci infatti che la vaccinazione è SOPRATTUTTO utile per tutelare coloro che per motivi sanitari (anziani, immunodepressi, bambini pre-vaccinazione) non sono o non possono essere vaccinati. Si è quindi passati da una filosofia permissiva nelle piccole comunità basata sul "se non credi nella vaccinazione, sei libero di non farla" ad esplicite accuse ai vicini per "comportamento negligente e criminale che lede la mia sicurezza e non solo la tua".
Molti negozi hanno cominciato ad affiggere avvisi sulle vetrine con inviti alle persone con famigliari malati a indossare mascherine prima di entrare.
Nota. Il problema principale associato al morbillo non è la "malattia in se" ma le complicanze che ad essa possono associarsi. Il fattore rischio aggiuntivo deriva da una capacità peculiare del virus del morbillo che è quella di essere un efficiente immunosoppressore. Minore attività del sistema immunitario si traduce in un aumentato rischio di sviluppare malattie causate da patogeni opportunisti. I numeri sono ancora una volta chiari: 1 bambino su 20 con morbillo contrarrà anche una polmonite (causa principale di decesso nei più giovani); 1 su 1000 si ammalerà di encefalite (causa di convulsioni e potenziale induttore di danni permanenti come sordità o ritardo mentale); ogni 1000 bambini che si ammalano di morbillo, 1-2  ne moriranno.
Numeri assolutamente inconcepibili e inaccettabili essendo il morbillo una malattia prevenibile.
Di fronte al tradursi del morbillo da una minaccia ipotetica ad un evento reale gli stessi attivisti del movimento anti-vaccino americano sono passati da una posizione "militante" compatta ad una divisione tra irriducibili ("preferisco che i miei figli perdano anche un semestre a scuola piuttosto che consentire l'iniezione delle tossine del vaccino" [parole testuali]) e dubbiosi corsi dal medico per una vaccinazione last minute dopo aver soppesato i rischi teorici al morbillo reale. Tendenza in aumento dopo che nuovi focolai di morbillo sono apparsi in Nebraska, Minnesota, New York e in varie contee californiane.
Nota. La corsa dell'ultimo minuto al vaccino è di suo indicativa di una certa ignoranza sui meccanismi di immunizzazione. Una volta ricevuta la vaccinazione sono necessarie circa 3 settimane perché la copertura immunitaria sia evidente (i primi anticorpi cominciano a circolare circa 8 giorni dopo l'esposizione). Non si tratta di una pozione magica o di una medicina che inizia ad esercitare l'effetto subito dopo l'assunzione
La Casa Bianca ha esortato i genitori ad ascoltare la scienza e non le dicerie prive di fondamento. Un simile appello viene dai funzionari della sanità dello stato dell'Arizona che hanno stimato in almeno un migliaio le persone ad immediato rischio di morbillo, esortando chiunque mostrasse i sintomi a contattare il proprio medico e a minimizzare i contatti con altre persone. Un timore sostanziato dal fatto che domenica sera a Phoenix (Arizona) ci sarà l'evento clou della stagione sportiva americana, il Super Bowl; si vuole evitare che l'evento sportivo (aggregatore di pubblico) diventi un nuovo trampolino di lancio per la diffusione del virus in aree ancora non colpite.
Le autorità del New Mexico, stato ancora "libero" da focolai, sono consapevoli di essere a rischio sia per la vicinanza con California e Arizona che per l'alto tasso di bambini non vaccinati, aumentati del 17 per cento nell'ultimo biennio.

Due parole sulle caratteristiche degli appartenenti al movimento anti-vaccino. Si tratta di una compagine alquanto eterogenea per censo, istruzione e motivazioni: andiamo da persone che ancora credono alla validità dell'articolo incriminato di cui sopra a movimenti religiosi che rifiutano pratiche mediche moderne (ad esempio gli Amish) fino alla sottocultura che incorpora idee post-new age e di salutismo assoluto. Una sottocultura molto in voga tra famiglie benestanti e istruite che vivono in quartieri esclusivi di Los Angeles e San Francisco che fanno del motto "all-natural" un modus vivendi per se e i propri figli (le interviste a divi hollywoodiani come Gwyneth Paltrow et similia sono molto indicative).
Una compagine sempre più estesa che lascia sconfortati molti pediatri di base che lamentano di "sentirsi proiettati indietro negli anni '50" data la percentuale di bambini non vaccinati negli asili che oscilla tra il 20 e il 40 per cento. "Le motivazioni addotte dai genitori per non farli vaccinare sono sempre legate a convinzioni personali" continua il medico intervistato "E' molto frustrante vedere un bambino ammalarsi e soffrire per qualcosa del tutto evitabile".
Nota. La protezione fornita dal vaccino trivalente è circa del 95%. Fate voi due calcoli tra la certezza di infezione tra un non vaccinato esposto e un vaccinato. Una differenza molto superiore a 95 volte dato che se nella comunità la soglia dei "resistenti" è superiore al 90% (Herd Immunity) la probabilità di "incontrare il virus" diventa meno che decimale.
Paradossalmente la percentuale di bambini vaccinati è inversamente proporzionale al reddito medio della contea: la classe medio-bassa è più propensa a seguire i consigli dei medici di quelli a reddito elevato. Un caso che mostra come il quoziente intellettivo non va di pari passo con il reddito ...


Un esempio pratico di Herd Immunity. All'aumentare della percentuale di vaccinati nella popolazione varia la velocità di diffusione di un virus. Alcuni valori corrispondono alle percentuali di vaccinati "reali" in alcune contee USA. Facile notare quanto la variazione al di pochi punti percentuali (sotto il valore soglia) abbia un profondo impatto sulla epidemia. La foto è una istantanea di un video flash disponibile sul sito del giornale inglese The Guardian. Clicca --> QUI per vedere la simulazione interattiva.
Se avete dubbi su quanto sia contagioso e pericoloso il morbillo, questo grafico ne evidenzia molto bene le caratteristiche (Credit:NYT)

***

Il problema però non riguarda solo il morbillo (ne ho discusso QUI) che pur con le complicazioni associate è meno distruttivo di altre malattie per cui esistono dei vaccini. Un esempio eclatante viene  dal caso della contea di San Geronimo, California, una bella area rurale sita 30 miglia a nord di San Francisco. Qui il 40 per cento degli studenti della locale scuola elementare non sono vaccinati per il morbillo e il 25 per cento non è stato nemmeno vaccinato contro il virus della polio. In totale il 58% dei bambini è carente per almeno una delle vaccinazioni standard.

Chiudo con il citare una chicca tratta sempre dall'articolo del New York Times che esemplifica al massimo il modo di pensare di alcuni che permangono nelle loro convinzioni anti-vaccino.
La signora McMenimen, una delle mamme che si trova con un bambino con il morbillo, risponde così al giornalista che chiede il perché della scelta di non vaccinare il figlio: "Tobias ha sopportato molto bene sia la varicella che la pertosse, e quest'ultima è stata come un comune raffreddore. Ho solo avuto la tentazione di fargli fare una antitetanica dopo che il bambino si era tagliato con il filo di un recinto ma poi ci ho ripensato. Ha un sistema immunitario così forte"
Credo non servano altri commenti

***

E l'Italia?
L'Italia è stata richiamata ufficialmente dall'OMS a causa del calo del tasso delle vaccinazioni obbligatorie. Sarebbe interessante confrontare i dati e pesarli in base ad aree geografiche, censo, livello di istruzione e origine delle famiglie inadempienti. Dati essenziali per capire come correggere un trend inammissibile.
Casi per milioni di abitanti: <1 (giallo); <10 (arancione); pois (>20)



(Articolo precedente su morbillo qui)


Fonti ulteriori oltre a quelle già citate nell'articolo
- Dal New York Times

  • Vaccine critics turn defensive over measles (31/1/2015)
  • As Measle Cases Spread in US, So Does Anxiety (31/1/2015)
  • Reckless Rejection of the Measles Vaccine (3/2/2015)
- Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute
- Centers for Disease Control
- Mayo Clinic
- National Institutes of Health

***
Se volete affrontare l'argomento "quanto sono importanti i vaccini e perché" vi consiglio la lettura del libro scritto da Alberto Mantovani, uno che si occupa di scienza 365 giorni all'anno e che rappresenta un fiore all'occhiello della ricerca italiana in ambito internazionale. Il libro è scritto in modo semplice ma rigoroso, pensato apposta per informare e spiegare senza dogmatismi o dietro false ideologie


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Vaccinazione e autismo. Uno studio globale dimostra (ancora una volta) che NON esiste alcun legame

Vaccinazione e autismo
Uno studio globale cancella una leggenda metropolitana fatta passare per dato scientifico.

Premessa
Sarà questa l'occasione buona per fare un po' di chiarezza nel tormentato dibattito sulla illogicità di alcune leggende metropolitane sui vaccini?
L'autismo è una malattia troppo seria per
teorie eziologiche false (QUI per articoli
sull'argomento nel blog)
Ne dubito, ma la scienza si fonda sui dati e i dati parlano chiaro: in conclusione di una analisi sistematica condotta a livello internazionale su tutte le vaccinazioni infantili, NON è stata trovata alcuna evidenza di una correlazione tra vaccinazione e autismo.
Questo fatto, sebbene considerato ovvio da chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il pensiero scientifico, dovrebbe mettere a tacere una volta per tutte le grida nefaste (per gli esiti ottenuti) scatenate da chi ha sostenuto di avere evidenze sulla esistenza di evidenze sperimentali della correlazione tra le vaccinazioni e malattie da esse causate.
Purtroppo non mi sto riferendo ai timori diffusi nella popolazione semi-analfabeta dell'Europa di metà '800 e nemmeno a fenomeni limitati alle aree più arretrate del Pakistan e dell'Afghanistan, dove è ben nota la realtà di operatori sanitari sotto costante minaccia Talebana, in quanto additati come portatori di malattie occidentali.
Mi riferisco qui ad un trend "anti-vaccino" che si sta diffondendo sempre più in occidente dove il rifiuto della vaccinazione per motivi religiosi o salutistici (assurdo ma sempre più spesso questa è la ragione addotta) hanno di fatto aumentato nella popolazione il numero di soggetti vulnerabili a malattie altrimenti controllabili. Verrebbe da pensare che il vivere in una società in cui l'aspettativa di vita è lunga e che è immemore, fortunatamente, delle devastazioni causate dalle malattie infettive di massa (ma per quanto? vedi articolo su TBC e polio, QUI), ha narcotizzato il buon senso.
Attenzione. Questo non vuol dire che un vaccino sia per definizione sempre sicuro. Non entro nel dettaglio ma è chiaro che un vaccino attenuato (ad esempio quello di Sabin) ha un profilo di rischio maggiore rispetto ad un vaccino inattivato o a quelli sintetici. E' il risultato della sperimentazione clinica (e degli studi epidemiologi) a dire se il rischio intrinseco è sufficientemente basso rispetto ai benefici connessi alla protezione dalla malattia. Esistono poi alcuni casi, non prevedibili, di "reazioni impreviste" al vaccino che NON DIPENDONO dal vaccino in se ma da una risposta aberrante del sistema immunitario, anomalia individuo-specifica. L'ipotesi vaccino-autismo è quantomeno ridicola in quanto l'autismo è una malattia ad eziologia eterogenea (non a caso il termine corretto è Autism Spectrum Disorder - ASD) quindi per definizione una malattia le cui cause sono molto diverse tra loro. Al momento gli indiziati principali sono la genetica (rischio maggiore se esiste altro membro affetto) e anomalie gestazionali (ivi compresa esposizione ad inquinanti). Il fatto che la vaccinazione avvenga non prima del terzo mese, e nel caso specifico sotto indagine della trivalente al 13.mo mese, quando i primi sintomi dell'autismo sono evidenti (quindi il danno è già presente) prima del primo anno di vita (leggi QUI), dovrebbe essere già di suo una indicazione di non correlazione ... ma tant'è.
Tornando al discorso sulla importanza sociale della vaccinazione è bene dire che non si tratta semplicemente della scelta individuale "vaccino si - vaccino no", anche se nel caso di minori è inconcepibile che idee prive di fondamento scientifico dei genitori si ripercuotano sui figli.
Uno potrebbe infatti, cinicamente, pensare "non vuoi vaccinarti, peggio per te!"
La situazione è più complessa in quanto il comportamento di una minoranza ha effetti diretti su tutta la comunità, finendo per colpire quelli che non possono (per motivi veri come i soggetti immunodepressi) essere vaccinati e che contano sui vantaggi della cosiddetta Herd Immunity (immunità del branco) per difendersi dalle malattie.
L'epidemiologia insegna che la diffusione delle malattie infettive è legata, soprattutto nel caso in cui non esista un serbatoio naturale (oltre all'uomo) del microbo, sia alla virulenza della malattia che al numero di soggetti suscettibili presenti nella popolazione. Al di sotto di un dato valore soglia la diffusione della epidemia non ha luogo o segue dinamiche di diffusione autolimitanti.
Per convenzione tale valore viene letto "al contrario" cioè come la percentuale minima di soggetti vaccinati (o naturalmente resistenti al microbo) presenti nella popolazione in grado di prevenire la diffusione della malattia; una barriera sufficiente a tutelare gli individui "non vaccinabili".
Un esempio classico di una malattia infettiva il cui serbatoio naturale è solo l'uomo è il morbillo. Qui la vaccinazione è estremamente efficace: ridurre il numero di soggetti sensibili rende di fatto impossibile una epidemia.
Al contrario le pandemie influenzali sono solo parzialmente prevenibili in quanto sono originate dal riarrangiamento (e dal riassortimento) genomico tra virus tipicamente aviari; le massicce campagne di soppressione di volatili da allevamento in Cina al primo sentore della comparsa di un ceppo variante in grado di infettare l'uomo (evento tuttavia raro) rappresenta l'altro estremo, quello della impossibilità di eliminare la causa dell'infezione agendo solo sull'essere umano.

Da quanto scritto è allora comprensibile come non esista un valore unico di individui resistenti nella popolazione perchè la malattia non si diffonda. Virus diversi hanno caratteristiche diverse; come si puo' facilmente dedurre dalla figura allegata, i valori vanno da più del 90% per il morbillo al 40% dell'influenza.
In questa figura è indicato A) il concetto di Herd Immunity e B) la possibilità di infettarsi da parte di un individuo non vaccinato (durante tutta la sua vita) a seconda della percentuale di individui vaccinati presenti nella popolazione. R0 è il numero di casi secondari generati da un individuo infetto quando il resto della popolazione è suscettibile all'infezione. Ebola è molto meno infettiva avendo R0 inferiore a 2- (Courtesy of Paul Fine et al, Vaccine, 2011). Vedi anche il video --> QUI  

Dal grafico si capisce bene perché mentre per il morbillo è sufficiente una sola vaccinazione in tenera età ma su un elevato numero di individui (è uno dei virus tra i più infettivi ma poco variabile e altamente immunogeno, in grado quindi di assicurare una immunità a vita) per l'influenza il discorso è diverso; pur essendo un virus molto meno infettivo del virus del morbillo è estremamente variabile e quindi l'immunità acquisita protegge solo parzialmente dall'infezione dell'anno successivo (o per niente nel caso della comparsa di ceppi derivati dal riassortimento genomico).
Per tale motivo nel caso dell'influenza il miglior risultato costo/beneficio è quello di vaccinare solo i soggetti sensibili e il personale a diretto contatto con il pubblico.

Il caso
Torniamo a questo punto all'articolo pubblicato nel 1998 che sebbene ritirato ha ancora seguaci che lo citano come esempio. Mi riferisco all'articolo pubblicato da un medico inglese (AJ Wakefield) in cui si postulava l'associazione tra vaccino del morbillo e autismo. Una ipotesi, è bene sottolineare nuovamente, non suffragata da evidenze forti e poi rivelatasi basata su dati completamente falsi tanto da indurre, dopo la impossibilita' a riprodurre i dati da parte di altri studiosi, il medico a chiedere che l'articolo pubblicato venisse "ritirato".
Ritirare un articolo è in ambito scientifico un evento grave. Non è un atto legato alla semplice vetustà dei dati in esso contenuti o alla pubblicazione di dati dissimili. La scienza evolve e deve tenere conto di nuove evidenze che mettono in discussione precedenti ipotesi. L'articolo viene ritirato quando i dati sperimentali su cui si basa si rivelano o tecnicamente errati o peggio ancora falsi. Non a caso in seguito a tale ritrattazione l'ordine dei medici britannico aprì una procedura disciplinare nei confronti di questo medico, che ora non esercita più ... per ovvi motivi (qui ad eterna memoria l'articolo "cancellato").
Si dirà "tutto bene quel che finisce bene".
Mica tanto dato che, come ricordato sopra, sulla rete sono rimasti i soliti "rumors" sui rischi del vaccino e le paure si sono diffuse nonostante non esistesse alcuna, non dico prova, ma semplice indizio di associazione (un riassunto di quanto avvenuto è ben descritto qui).

Come se non bastasse ecco arrivare anche il solito giudice italiano che, probabimente ignaro della letteratura scientifica decide di aprire una indagine (La stampa). Una situazione sotto tanti versi molto ma molto simile a quanto successo con Stamina quando alcuni giudici imposero di fornire una terapia ritenuta dalla comunità scientifica infondata e pericolosa.

L'articolo
Oggi arriva un nuovo articolo che si spera ponga una pietra tombale alle illazioni che ancora circolano in rete. Nell'articolo, pubblicato da ricercatori australiani sulla rivista scientifica Vaccine, si presentano i dati derivanti da una metanalisi su una ampia casistica di soggetti vaccinati e soggetti autistici. Ricordo che una metanalisi è una analisi pesata di dati già pubblicati in modo da ottenere una casistica enormemente superiore a quella normalmente ottenibile, e di conseguenza in grado di fornire risultati con un potere statistico non altrimenti facilmente ottenibile. Questi i punti essenziali:
  • cinque sono stati gli studi di coorte (prospettici) analizzati, per un totale di 1,25 milioni di bambini vaccinati coinvolti. Altri cinque studi caso-controllo (retrospettivi) hanno invece riguardato circa 10 mila bambini i cui dati sono stati ottenuti dai principali database medici. 
  • I vaccini presi in esame sono quelli per morbillo, parotite, rosolia, difterite, tetano e pertosse. Vale la pena precisare che nell'indagine sono stati considerati sia gli adiuvanti dei vaccini (necessari per attivare la risposta immunitaria) che la combinazione tra più vaccini (come nel caso della trivalente).
  • L'evento misurato è la frequenza dell'ASD (Autism Spectrum Disorder).
In tutti i casi non è stata osservata alcuna correlazione statisticamente significativa.
L'ipotesi della associazione tra vaccino e autismo ha quindi, da un punto di vista epidemiologico, lo stesso valore dell'affermare che spalmando del fertilizzante organico sulla testa di un calvo, a questo cresceranno i capelli!!
Non è un paragone irriguardoso ma è il valore scientifico di affermazioni basate su leggende metropolitane.


Una figura molto interessante che mostra la forza della correlazione tra un certo numero di cause potenziali e l'ASD è presente in un successivo articolo su questo blog (QUI).

Possiamo ritenerci soddisfatti? Insomma...
Questa follia (fuga dalla vaccinazione senza motivo) ha causato negli USA a partire dal 2000, 11 focolai di morbillo (vedi articolo sul Wall Street Journal). Un salto indietro di cinquant'anni.

Sul tema vaccini vedi "trend antivaccini" e tag "vaccini" nel riquadro a destra.
Articolo successivo su autismo "autismo e rischi convulsivi e tag "autismo" a destra. Cosa succede quando il numero di vaccinati cala? Una epidemia di morbillo come non si vedeva da anni negli USA --> QUI.



CONTINUA SOTTO (dopo le Fonti).

Fonti
- Comprehensive review shows no link between vaccinations and autism
  University of Sidney, news
- Vaccines are not associated with autism: An evidence-based meta-analysis of case-control and cohort studies.
LE Taylor et al, Vaccine. 2014 May 9.
-  Herd Immunity: A Rough Guide
Paul Fine et al, Vaccine, (2011), 52 (1 April)
- Lo strano caso di vaccini e autismo in tribunale  Non solo il caso dei vaccini e dell’autismo: in Italia i precedenti di bufale legittimate in sede giudiziaria non mancano. Ma perché succede?
Wired, maggio 2014
- Fifteen Years After Autism Panic, a Plague of Measles Erupts
The Wall Street Journal,  Jeanne Whalen and Betsy McKay July 19, 2013


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Note aggiunte a posteriori
Come se non bastassero le leggende metropolitane ecco le proposte di legge lanciate dal M5S sui vaccini
Ricordo che si tratta delle stesse persone che parlando di grano saraceno come grano straniero e che hanno in parlamento personaggi come quello che sostiene la CIA abbia inserito un chip nel cranio di ogni americano.
Ripeto qui nel caso non riusciste a leggere le frasi sottolineate: "Recenti studi hanno però messo in luce collegamenti tra le vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie." (qui il testo pubblico completo).

Leggere questo induce una considerazione pacata ... QUESTE PERSONE DOVREBBERO ANDARE A LAVORARE IN MINIERA ALTRO CHE SEDERE SUGLI SCRANNI del parlamento. Ricordo che ciascuno di loro gode di un lauto stipendio avendo rinunciato a .... nulla! Prima delle elezioni la maggior parte di quei deputati era disoccupata e l'essere stati eletti è per loro meglio di una vincita alla lotteria. Avendo tanto tempo libero perché non hanno questa opportunità per informarsi su argomenti su cui esiste una vasta letteratura scientifica invece di usare la rete per amplificare idee farlocche?

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