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Le api e la perfezione delle celle esagonali. Mistero risolto

Risolto il mistero delle perfette celle esagonali dei favi negli alveari delle api
Il mistero della forma esagonale delle celle dell'alveare (da cui il nome "a nido d'ape") ha suscitato nel corso dei secoli un misto di ammirazione e di reverenza in filosofi e naturalisti. Uno schema quello esagonale che non è casuale; è infatti la forma geometrica che, dato un certo spazio, ottimizza il numero di celle possibili aventi dimensioni adeguate alla funzione.
Celle con uova e larve
(credit: Waugsberg via wikimedia)
Fra le tante spiegazioni proposte una delle prime pervenute è quella del matematico Pappo di Alessandria (4 d.c.) che ipotizzava una capacità innata delle api di eseguire calcoli matematici o in alternativa una qualche dote "magica" che permettesse loro di misurare lunghezze e angoli.
Una esagerazione? Mica tanto. Basta andare con la mente ai tempi delle medie per ricordarsi che il disegno di un esagono regolare necessita di compasso e righello (vedi qui). Strumenti che ovviamente le preziosissime e stupefacenti (sotto molti aspetti) api non usano quotidianamente.

Deciso a risolvere una volte per tutte questo interessante enigma naturale, il professor Bhushan Karihaloo della Cardiff University of Engineering si è cimentato nella sfida. Sfida vinta con la pubblicazione dei dati su una rivista della Royal Society.
Afferma in proposito Karihaloo "in passato sono state fornite alcune incredibili spiegazioni, alcune di tipo esoterico. La realtà è molto più semplice".
Strati opposti di celle combaciano (credit: William M. Connolley via wikimedia)

In sintesi, si è scoperto che le celle all'inizio sono circolari e diventano esagonali solo in seguito al passaggio del flusso di cera. Una ipotesi che, è bene dirlo, era stata proposta già da Darwin ma senza prove documentali a supporto. 
Più dettaglio la cera viene mantenuta in uno stato semi-fuso grazie al calore generato da api operaie specializzate. Quando la temperatura raggiunge circa i 45 °C, la cera inizia a fluire lentamente e si dispone spontaneamente a formare strutture esagonali per motivi legati alla tensione superficiale agente sulle giunzioni di incontro che formano il favo.
a) cella in origine e b) dopo due giorni (®B. Karihaloo et al)
Risolto il mistero rimane "l'ammirazione e lo stupore", per usare le parole di Karihaloo, "per il lavoro delle api nel riscaldare, impastare e assottigliare la cera esattamente nei punti dove c'è bisogno".
Non si può che condividere tale ammirazione per i meccanismi evolutivi che selezionano "comportamenti utili"

Fonti
Secrets of bee honeycombs revealed
Cardiff University, news center
- Honeybee combs: how the circular cells transform into rounded hexagons
 J. R. Soc. Interface, 6 September 2013 vol. 10 no. 86 20130299

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