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Olimpiadi e Scienza

Quanto costano le olimpiadi e quale è il ritorno, tralasciando quello ludico e di intrattenimento, ad esse associato?
 Una domanda non innocua di questi tempi soprattutto per il paese che le ospita.  Sebbene un ritorno economico sia possibile (vedi le olimpiadi di Sidney) l'aspetto che qui voglio sottolineare è quello scientifico. A tal proposito ho trovato illuminante un articolo di Vanessa Heggie, professore associato al Department of History and Philosophy of Science della University of Cambridge (UK). Riassumendone i punti salienti si evince come queste competizioni abbiano stimolato la conoscenza medica ed abbiano fortemente influenzato i nostri atteggiamenti salutistici odierni.

In che modo si è sviluppato il rapporto simbiontico fra scienza e Olimpiadi? Per rispondere basta chiedersi in quali altri situazioni si siano avute a disposizione nel così tante persone che volontariamente si sono sottoposte a sforzi prolungati per raggiungere un determinato scopo. Soprattutto in un epoca come la fine dell'800 in cui il concetto di attività fisica e di alimentazione corretta e funzionale erano ben al di la dall'essere anche solo ipotizzate.

Queste le tappe fondamentali:
  • I primi giochi olimpici del 1896 ad Atene furono di ispirazione per molti altri eventi sportivi, fra i quali la maratona di Boston del 1897 (la più vecchia fra quelle annuali oggi in voga)
  • Nel 1899 i medici della Tufts Medical School (Boston) iniziarono ad eseguire visite respiratorie e cardiovascolari ad i concorrenti. Da questi studi si sviluppò il concetto che la corsa sulla lunga distanza fosse un sicuro e salutare sport per i giovani robusti.
  • A partire dal 1900 si cominciò a studiare il metabolismo dei corridori attraverso l'analisi del sangue e delle urine.
  • Nel 1912 ad i ciclisti venne richiesta una analisi della funzionalità cardiaca a scopo preventivo.
  • Nel 1928 nei giochi invernali di St Moritz venne fondata la Association Internationale Médico-sportive (AIMS).
  • Negli anni immediatamente successivi venne compreso come gli atleti migliori avessero un battito cardiaco regolare e basso, alta capacità polmonare e sviluppo muscolare sopra la media.
  • Nel 1948, in occasione delle olimpiadi di Londra, ci si pose il problema di come gestire l'alimentazione degli atleti considerando lo stato di penuria alimentare presente e le restrizioni subite durante la guerra. Venne convocata a tale scopo una conferenza per discutere dei meriti relativi delle diete ad alto contenuto proteico, lipidico o di carboidrati. I risultati di quel confronto hanno posto le basi della moderna alimentazione, non solo sportiva.
  • Le olimpiadi del '68 a Mexico City posero un altro problema. Quello dell'altitudine, delle modalità di adattamento allo stress degli atleti e della ricaduta nelle performance.
  • Le olimpiadi moderne forniscono nuove informazioni sulle problematiche, ma anche sulla farmacologia, legate al doping (tornato di attualità con lo stolido comportamento di Alex Schwarzer) oltre che allo sviluppo di tecnologie nei materiali usati nelle diverse discipline. Non secondario lo studio della sfida dei limiti (velocità, etc) fisiologici degli atleti.
Almeno da un punto di vista scientifico si può dire che le olimpiadi sono state storicamente un successo.

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Sull'argomento vedi anche
la tecnologia ed il nuoto agonistico

Sport e doping (articoli originali)

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