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Gli "ossidanti" sono veramente così "cattivi" come li dipingono?

Il ruolo degli anti-ossidanti ampiamente noto grazie alla copertura, a volte a sproposito,  dei media è spesso usato dal marketing para-farmaceutico per propagandare armi portentose per contrastare i fenomeni legati all'invecchiamento. Gli ossidanti sono gli agenti del male mentre chi li contrasta è un nostro alleato.
Ovviamente, sebbene basato su un principio corretto gli eccessi divulgativi generano delle  credenze spesso innocue ma che è importante constestualizzare.

Alcuni punti sugli antiossidanti
  • a basse concentrazioni, prevengono o ritardano l’ossidazione di biomolecole facilmente ossidabili come lipidi, proteine e DNA.
  • Sono stati identificati 2 gruppi principali di antiossidanti cellulari, definiti come enzimatici e non enzimatici. I primi comprendono enzimi primari (superossido dismutasi, catalasi e glutatione perossidasi) e enzimi secondari (glutatione reduttasi e glucosio-6-fosfato deidrogenasi). I secondi possono essere sia molecole idrosolubili (vitamina C e composti fenolici) che liposolubili (vitamina E e carotenoidi). Le capacità antiossidanti dei composti fenolici sono state da tempo attribuite a diverse loro attività, quali scavenging dei radicali liberi e protezione delle cellule contro gli effetti dannosi delle specie reattive dell’ossigeno
  • Esistono inoltre antiossidanti definiti retarders perché riducono la velocità di ossidazione senza mostrare un netto rallentamento del processo di ossidazione 
  • Gli antiossidanti naturali (derivati dalle piante) sono risultati in studi clinici controllati più efficaci nel ridurre i livelli di ROS rispetto ai singoli componenti sintetici, a causa dell’azione sinergica di una vasta gamma di biomolecole come vitamina C ed E, composti fenolici, carotenoidi, terpenoidi e fitomicronutrienti. Come si vedrà in un post successivo, l'effetto benefico si ottiene attraverso un equilibrio nell'assunzione di questi componenti. Equilibrio che negli studi clinici fatti usando solo il componente vitaminico principale, non viene rispettato.
  • Inoltre, l’introito dietetico di antiossidanti sintetici potrebbe , ad elevate concentrazioni e/o in particolari condizioni, essere cancerogeno o genotossicito.


Che i danni ossidativi siano fra gli attori largamente responsabili dei fenomeni legati all'invecchiamento è indubbio, ma è altrettanto indubbio che i meccanismi di protezione che ci ha regalato l'evoluzione sono altrettanto potenti: vivere in una atmosfera "velenosa" (in quanto ossidante) e neutralizzare i prodotti reattivi derivanti dall'ossigeno ha richiesto molte centinaia di milioni di anni per divenire efficiente e permettere ad i primi organismi di colonizzare la terraferma. Nessuno mette in dubbio anche l'efficacia di una razione quotidiana della buona arancia rossa ma è altrettanto vero che da anni sono noti gli effetti negativi dell'abuso vitaminico associato agli integratori.
L'azione ossidante naturale ha diversi pregi. Non solo gli ossidanti agiscono come armi nei processi immunitari primari (uccidendo gli "ospiti generici" indesiderati)  e nelle difese basate sull'ossido nitrico ma fanno altro. Un lavoro recente ha dimostrato che gli ossidanti agiscono positivamente nella regolazione della pressione sanguigna (attraverso la vasodilatazione) "rubando" elettroni da altre molecole.
I ricercatori coordinati dal professor Eaton, del King's College di Londra, hanno esaminato topi portatori di una mutazione nella proteina PKG, proteina coinvolta nella regolazione della pressione sanguigna. I topi con la mutazione erano ipertesi in quanto la proteina non era in grado di "sentire" gli ossidanti. In parole semplici l'azione vasodilatativa degli ossidanti naturali risultava inefficace.
Come giustamente sottolineano gli autori: . "… un crescente corpo di evidenze evidenzia l'importanza degli ossidanti per mantenere la pressione sanguigna bassa in un individuo sano".



Prendiamo in contropiede i critici. Aggiungiamo anti-ossidanti alle sigarette (®cartoonstock.com)
Non bastasse quanto detto sopra è importante ricordare che gli antiossidanti, come altre sostanze, non hanno un ruolo univocamente positivo.
Esempi in tal senso sono il gamma-tocoferolo (discusso in questo post) o il β-carotene. Il β-Carotene convertito in retinolo (vitamina A) da una diossigenasi può aumentare l’incidenza di cancro sia nei fumatori che nei lavoratori esposti all’asbesto (WA Pryor et al). Il β-carotene infatti è un ottimo antiossidante a bassa tensione di ossigeno, ma ad alta tensione favorisce la lipoperossidazione.
 

Non infieriamo quindi troppo sui poveri ossidanti.

Nota aggiunta a posteriori. Da notare che la vitamina E, un noto anti ossidante, ha anche effetti indesiderati se somministrata (o abusata) in concomitanza con altri trattamenti. Ad esempio, alcuni dati ottenuti recentemente in topi mostrano una aumentata progressione del cancro in animali malati trattati con vitamina E (Antioxidants speed cancer in mice, Nature 2014).

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 Fonti
- Physiological Roles of Mitochondrial Reactive Oxygen Species
  L.A. Sena and N.S. Chandel, Molecular Cell October 2012

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