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Lo sballo chimico dei Rave party e la terapia anti-depressiva

La ketamina è una sostanza nata come analgesico per uso ospedaliero e veterinario che ha tuttavia riscosso un successo inatteso - non voluto - come sostanza ad azione psicotropa, in particolare tra i partecipanti ai rave party dove è nota con il nome di Special K.

Ketamina
Va da se che al di fuori degli ambiti il cui utilizzo è legiferato, il possesso di questa sostanza è illegale in quanto è associabile in toto alle sostanze stupefacenti. Tra gli effetti a cui deve la sua popolarità, la sensazione di distacco dal proprio corpo, una profonda alterazione percettiva e potenti allucinazioni (per una descrizione dettagliata degli effetti e dei rischi associati rimando al sito della ASL).

Tuttavia quello che ci interessa oggi non è il suo utilizzo come droga ma le potenzialità terapeutiche, diverse rispetto all'effetto analgesico, che sono emerse grazie a nuovi studi. Sembra infatti che se opportunamente dosata e sotto controllo medico, la ketamina abbia un futuro nel trattamento di disturbi psichiatrici non facilmente trattabili come depressione, disturbo bipolare e tendenze suicide.
Nel caso dei disturbi depressivi l'azione della ketamina si distinguerebbe dalle classiche terapie antidepressive per l'alta velocità di azione. Mentre gli antidepressivi necessitano di almeno 10-12 giorni di trattamento perché gli effetti comincino a manifestarsi e 2-4 settimane perché i sintomi depressivi si attenuino (ma solo nei soggetti responsivi - per altre info vedi QUI) l'effetto antidepressivo della ketamina compare già dopo due ore!
Una scoperta che ha però dei chiaroscuri importanti: se infatti questa inattesa proprietà del farmaco ha fatto impennare il numero di prescrizioni, soprattutto negli USA, da parte dei medici ansiosi di dare sollievo ai tanti pazienti insensibili alle comuni terapie, dall'altra non può, né si deve, sottovalutare il rischio implicito di un trattamento continuativo di cui si ignorano gli effetti sul lungo periodo.
V. Van Gogh
Il punto chiave su cui verte la potenzialità della ketamina come farmaco antidepressivo sta nel diverso meccanismo di azione rispetto agli antidepressivi classici. 
Mentre questi ultimi agiscono sulle vie cerebrali della serotonina o della noradrenalina (o su entrambi), la ketamina agisce bloccando il recettore NMDA che lega il neurotrasmettitore glutammato, molecola centrale nei processi mnemonici e cognitivi.

La scoperta dell'azione antidepressiva della ketamina è tanto importante quanto inattesa. 
Le prime evidenze si hanno nel 2013 quando il gruppo di ricerca guidato da James Murrough del Mount Sinai Hospital di New York, mostrò alla comunità scientifica l'effetto terapeutico della ketamina con uno studio su 73 volontari affetti da depressione e insensibili ad almeno tre diversi trattamenti classici. Già 24 ore dopo il trattamento il 64% dei pazienti trattati mostrava una chiara diminuzione dei sintomi legati alla depressione!
Ricordo tuttavia che il semplice decremento dei sintomi depressivi non è di per sé sufficiente ai fini terapeutici. 
Una delle caratteristiche più pericolose associate ai trattamenti antidepressivi classici è, in assenza di attento monitoraggio, l'incremento del tasso di suicidio tra i pazienti. La cosa non deve stupire dato che un soggetto afflitto da un profondo stato depressivo è generalmente in uno stato tale da non avere la forza mentale per porre in atto le pur desiderate azioni di "soppressione dello stato di infelicità". La fase più critica è da sempre quella tra il momento in cui il soggetto comincia a manifestare un miglioramento (uscita dallo stato passivo) e quella in cui sono minimizzati gli effetti autodistruttivi. 
Il trattamento con ketamina, forse a causa della velocità dell'effetto, si è dimostrata in questo senso nettamente più sicura. Nessun paziente ha cercato di recare danno a se o agli altri né durante né dopo il trattamento.

Il lavoro di Murrough è continuato negli ultimi due anni e si è focalizzato sull'analisi per imaging funzionale (una tecnica assolutamente non invasiva) del cervello dei pazienti trattati, per cercare di capire "come" la ketamina modifichi la funzionalità cerebrale nell'espletare la sua azione terapeutica.

Articolo precedente sulla depressione --> qui e qui.

Fonte
- Antidepressant Efficacy of Ketamine in Treatment-Resistant Major Depression: A Two-Site Randomized Controlled Trial


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