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La missione GRAIL e la gravità lunare

Una sbirciatina ai primi risultati della missione GRAIL (Gravity Recovery And Interior Laboratory) della NASA, iniziata nel 2011 con l'invio delle due sonde, Ebb e Flow, in orbita lunare.
A precision formation-flying technique, the twin GRAIL spacecraft.
I due satelliti della missione
Scopo della missione, misurare il campo gravitazionale della Luna e correlare i dati alle caratteristiche geologiche del satellite.

Tre i risultati al momento ottenuti.
  1. La crosta della Luna è più sottile di quanto fino ad ora ipotizzato. Le prime stime, iniziate con le rilevazioni sismologiche ottenute grazie a strumenti posizionati sulla Luna dalle prime missioni Apollo, indicavano uno spessore di circa 60 chilometri, valore abbassato successivamente a circa 45 chilometri. Ora, i dati della missione Graal suggeriscono che lo spessore medio della crosta è di soli 30 chilometri. Conoscere lo spessore della crosta lunare è importante in  quanto fornisce informazioni sui processi che hanno portato alla formazione del nostro satellite.
  2. Esiste una stretta correlazione tra le variazioni del campo gravitazionale della Luna e la topografia lunare. In estrema sintesi le variazioni del campo gravitazionale lunare sono associate alla presenza di grossi (e profondi) crateri più che alla composizione interna.
  3. Non si è avuta conferma sulla esistenza di crateri estremamente vecchi, importanti per correlare l'evoluzione lunare ad i grossi impatti meteoritici. Un approccio considerato fino ad ora valido anche nello studio di altri pianeti, o planetoidi, del sistema solare.

Sotto un video della NASA riferito alle fasi iniziali della missione.

Articolo di riferimento su Nature.
Link al sito ufficiale, qui.
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