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Stamina. Perchè si è dovuto aspettare così tanto per intervenire?

Stamina. Perchè non si è dato retta prima a ne capisce?

Questo è il vero mistero.
Nonostante le continue spiegazioni di una persona competente come Garattini abbiamo dovuto sorbirci le opinioni da bar dello sport.
Ho sentito parlare di sperimentazione negata, cura miracolosa, insensibilità e amenità simili da chi non saprebbe descrivermi l'essenza del metodo scientifico o anche solo capire la differenza tra chi opera seguendo i dettami della scienza e chi fa l'opinionista a tempo perso (vero caro il mio giornalista sportivo che ha scritto cose talmente ignobili scientificamente comprensibili solo grazie alla sua esperienza ... nel calciomercato - e non è un modo di dire).
Nel caso di Stamina il termine terapia è fuorviante. Solo fuffa para-scientifica
Sono mesi che la comunità scientifica si è mobilitata per bloccare una sperimentazione priva di basi teoriche propugnata da chi (come scrissi qui) non solo non aveva alcuna esperienza di cellule staminali ma non era nemmeno un ricercatore!!!! Fino a ieri l'ideatore del metodo si pensava fosse uno psicologo (!?!?!?) ma con il vezzo di dichiararsi neuroscienziato (da manicomio in effetti).
Ovviamente nessuno dei due titoli era corretto: è laureato in lettere ... .

Questo il commento riportato oggi sulla prima pagina del Corriere.
Nuove accuse su Stamina, la cura contro le malattie neurodegenerative con le staminali, la cui efficacia è da tempo all’esame del ministero. Indagine sul- l’ospedale di Brescia. I pubblici ministeri hanno messo sotto inchiesta la di- rettrice degli Spedali Civili, dove si somministrano le cosiddette «cure compassionevoli». «Terapia inefficace», sostiene la Procura di Torino, che aggiunge: «I malati sottoposti al tratta- mento non migliorano». E ancora: Davide Vannoni, «papà» del metodo, si fingeva medico. Nel mirino degli investigatori ci sono conti e procedure. Dodici sono gli indagati nel filone torinese su Stamina, una decina in quello bresciano
 Vale la pena allora ripescare un articolo di Michele De Luca pubblicato su "Il Sole24ore" di domenica 1 dicembre (quello che segue è solo un estratto, a fondo pagina i link per la versione completa. Tutti i diritti al ®ilsole24ore.it)

Michele De Luca
1 Dic 20
Michele De Luca
1 Dic 2013
Mai come in questi mesi  le cellule staminali sono  assurte agli onori  della cronaca: se ne  parla ovunque e, a  onor del vero, quasi  sempre a sproposito. Non solo in Italia,  sempre a onor del vero. Nell’immaginario  collettivo, complici alcuni ciarlatani, speculatori  e fenomeni mediatici le cellule staminali  sono viste come la panacea per tutti i  mali, noti e persino ancora ignoti, e le regolamentazioni,  incluse le famigerate GMP  (Good Manufacturing Practice), un complotto  ordito dalle industrie farmaceutiche  per impedire ai pazienti di esercitare un  presunto diritto alla "libertà di cura". Posizioni,  queste, spesso sposate da incompetenti  in materia e in qualche caso appoggiate,  in modo più o meno velato, da alcune  istituzioni dimentiche del fatto che dovrebbero  essere le prime a tutelare la verità dei  fatti e la salute dei pazienti.  Credo sia utile provare, ancora una volta,  a fare chiarezza. Qualche settimana fa un  articolo dell’Economist ha suscitato reazioni  di protesta per aver sostenuto che la  scienza è inaffidabile perché sbaglia troppo.  Nulla di più lontano dal vero. La scienza  sbaglia perché dispone di un metodo che  consente di avanzare nella conoscenza, e   solo se si è in grado di scoprire gli errori ci si  avvicina progressivamente a sapere come  stanno le cose.  (...) Ma proprio per ovviare a questi  problemi la scienza si è dotata di strumenti  di auto-controllo assai efficaci e ha potenziato  il metodo scientifico (ovviamente inviso  a ciarlatani e speculatori), per esempio  sviluppando la cosiddetta "medicina basata  sulle prove di efficacia". (...) Quali sono i pilastri della medicina basata  sulle prove di efficacia? Sostanzialmente  tre: una solida ricerca di base, una ricerca  pre-clinica meticolosa e una sperimentazione clinica rigorosa (...) per garantire ai pazienti  la sicurezza (fase 1) e l’efficacia (fasi 2  e 3) dei farmaci che vengono loro proposti.  (...)  Chi propone una derubricazione delle colture  cellulari a trapianti o chi si fa promotore  di iniziative che tendono a mettere sul  mercato terapie di non provata efficacia e  non vagliate (...) mina alla radice il concetto  di medicina scientifica, con potenziale  danno per i pazienti che si dovrebbero e vorrebbero curare. Perché lo fa? (...) un movente di tipo economico speculativo  e la consapevolezza dell’improbabilità  dell’efficacia delle terapie che si tenta  di mettere comunque sul mercato.  
(...)
 Come si può dunque conciliare l’irrinunciabile  necessità di sicurezza ed efficacia  con la peculiarità delle colture cellulari? (...)  Accanto ad una semplificazione di alcune  regole, sarebbe necessario applicare alle  terapie avanzate basate su colture di cellule  regole ancora più severe e stringenti  sui razionali e sulla ricerca di base e pre-clinica, che giustifichino la prosecuzione dello  sviluppo del prodotto fino all’applicazione  clinica, anche se sperimentale. Questo  perché la cellula è una entità più complessa  di un composto chimico e le sue potenzialità  terapeutiche meno immediatamente note. Tale cambiamento di prospettiva permetterebbe  di ottenere almeno due risultati:  rendere disponibili per i pazienti i prodotti  di terapie avanzate a base di colture  cellulari in tempi più brevi e con costi inferiori,  e prevenire la diffusione di trattamenti  come quelli tipo "Stamina", privi di qualsiasi  plausibilità scientifica.  Ricordiamoci che la vera compassione,  in campo medico, sta nel fornire ai pazienti  garanzie e informazioni a cui ancorare razionalmente  le speranze che, per definizione,  nella medicina scientifica possono essere  basate solo su solide prove scientifiche.  Tutto il resto non può essere in alcun modo  definito né compassione né medicina. È solo  illusione. 

Testo completo disponibile nella sezione rassegna stampa della Associazione Luca Coscioni (qui) o sul sito scienzainrete.it (pdf)

La mia domanda è una sola. Perchè è stato permesso a chi non ha titoli (manifestanti, politici, TAR del Lazio) di condizionare decisioni che spettano solo e soltanto a chi si occupa di ricerca biomedica e agli enti regolatori?
Domanda superflua nella repubblica delle banane.

  • Prossimo articolo sull'argomento qui 
  • Sulla medicina alternativa vedi qui una breve disamina ... ma solo degli approcci "seri" come la erboristeria e l'agopuntura

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