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Una flotta stellare (in miniatura) da inviare su alfa centauri

Dopo la scoperta di un pianeta potenzialmente interessante nei nostri paraggi (vedi --> "Un esopianeta vicino?") si è riacceso il dibattito accademico sulle reali possibilità di inviare sonde in loco e magari in un lontano futuro addirittura organizzare viaggi di sola andata (multigenerazionali) con coloni umani.
Nota. La creazione di colonie umane è al momento una mera ipotesi accademica dato che non si è a conoscenza di alcun pianeta "abitabile" anche usando una accezione ampia del termine (come potrebbe esserlo Marte previa creazione di basi opportunamente "condizionate"). Anche il termine "paraggi" è alquanto aleatorio come significato; spannometricamente sono tali le (poche) stelle distanti meno di 8 anni luce.
Come si suol dire l'importante è crederci ed è per questo che un certo numero di imprenditori privati ha stanziato un budget iniziale di 100 milioni di dollari per attivare studi di fattibilità volti alla ricerca della soluzione tecnologicamente più idonea allo scopo.
Inviare dalla Terra fasci laser concentrati come propellente per le sonde del futuro.

Il progetto si chiama Breakthrough Starshot ed è centrato sulla "vecchia" idea di una fonte energetica indipendente dai propellenti classici che permetta alle sonde, al pari di barche a vela, di essere "spinte" verso la loro destinazione dalla "brezza" di un fascio di luce laser generato sulla Terra; in altre parole la sorgente energetica rimarrebbe sulla terra e grazie ai moderni puntatori associati ai telescopi verrebbe indirizzata per tutta la durata del viaggio sulla sonda.
Secondo i calcoli dei tecnici una raffica di laser concentrati, sparata da terra, potrebbe rapidamente accelerare una sonda delle dimensioni di uno smartphone (più che sufficiente per ospitare sensori base, microelettronica e una "vela") fino a raggiungere il 20 % della velocità della luce. Facile fare il calcolo di quanto "poco" ci vorrebbe per coprire la distanza di 4,37 anni luce che ci separa da α Centauri.
Nota. La sonda Solar Probe Plus che verrà lanciata il prossimo anno raggiungerà velocità di 200 km/sec. Se venisse inviata su α Centauri  ci metterebbe poco meno di 6400 anni..,
Una scelta tecnologica questa ben più efficiente di quella ottenibile sfruttando il "vento solare" poco utile ovviamente già ben prima di aver raggiunto le parti esterne del nostro sistema (sebbene l'importante è raggiungere velocemente una certa velocità, poi nel vuoto tale velocità rimarrebbe sostanzialmente costante senza necessità di ulteriori spinte). Per avere un metro di paragone con le precedenti missioni, se la sonda New Horizons (--> QUI) ci ha messo 9 anni per raggiungere Plutone, la sonda ora teorizzata (chiamata NanoCraft) ci avrebbe messo 3 giorni (!!). 

Video riassuntivo (fonte: Breakthrough Mission)

Ovviamente dato che la Terra ruota intorno al suo asse e intorno al Sole un solo emettitore (o gruppo di emettitori locali) laser non sarebbe in grado di assicurare una spinta costante. Questo non sembra un problema per i tecnici che negano anche la necessità di creare degli emettitori duplicati in diversi punti del globo; sarebbe infatti sufficiente dare una "spinta" ogni 1-2 giorni.
Rimossa la necessità di ospitare batterie ad alta capacità (e quindi minimizzare il carico e restare in standby quando non necessario per non consumare energia), la nanonavicella diventerebbe un multisensore compatto in grado di catturare informazioni durante tutto il percorso e di ritrasmetterle sulla Terra in tempo reale (al netto dei tempi perché il messaggio arrivi a destinazione) grazie a minuscoli fasci laser.

Il progetto ha ricevuto il consenso di finanziatori di alto livello come Mark Zuckerberg e di astrofisici importanti come Stephen Hawking.

Il progetto Starshot sarà guidato da Pete Worden, direttore della NASA fino allo scorso anno, e riceverà supporto oltre che dalla NASA anche dall'ESA.

Fonte
- Billionaire backs plan to send pint-sized starships beyond the Solar System 
Nature     doi:10.1038/nature.2016.19750


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