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Scoperto un esopianeta (finalmente) vicino? Si, per quanto possa esserlo Proxima Centauri

Introduzione
La ricerca di esopianeti è la nuova frontiera dell'astronomia, tramutatasi da mera possibilità teorica a campo di studio applicato nell'arco di un solo decennio.
Un balzo in avanti reso possibile sia dalla disponibilità di telescopi, terrestri e orbitali (come ad esempio TRAPPIST, Kepler, TESS, Spitzer, ...), che di sistemi di rilevazione indiretta; se infatti visualizzare una stella della nostra galassia è "facile", vedere qualcosa di piccolo e non luminoso come un pianeta è impresa al limite del possibile, se non in casi molto specifici (stella molto vicina a noi e un suo pianeta, grosso e in orbita interna, transitante esattamente sulla linea retta tra noi e la stella).
Per ulteriori dettagli sulle diverse modalità di rilevazione, vedi gli articoli precedenti (-->QUI e il box introduttivo in --> "Un pianeta dove piove vetro fuso").
Ognuno dei metodi disponibili ha punti di forza e limiti intrinseci; più metodi si usano e maggiore è la potenza analitica e la possibilità di "indovinare" la presenza di un pianeta sebbene non direttamente visibile. Tutti questi approcci hanno però un limite insuperabile, legato alla distanza massima da noi, circa una trentina di anni luce. Se consideriamo che il diametro della nostra galassia è superiore a 100 mila anni luce, abbiamo un'idea di quanto il nostro sguardo sia limitato al "nostro circondario". In altre parole sarebbe come cercare sugli spalti di uno stadio una persona con i baffi guardando dal buco della serratura del cancello di ingresso.

Altro problema è che, anche limitando la ricerca agli esopianeti "nelle vicinanze", le distanze sottostanti sono tali da rendere ogni idea di missione in loco non possibile, a meno di non ipotizzare viaggi della durata di diverse centinaia di anni, sola andata (e previa la disponibilità di razzi in grado di raggiungere almeno l'1% della velocità della luce). Al momento un tale problema non si pone in quanto mancano pianeti "interessanti"; all'interno del migliaio di esopianeti confermati (3350 ad oggi, --> NASA) le due tipologie dominanti sono gli "hot Jupiter" (pianeti gassosi come Giove ma molto vicini alla stella) o le "super Terre" (2-3 volte la massa terrestre ma talmente vicine alla stella da essere inferni di rocce fuse). Certo, se identificassimo un pianeta interessante veramente vicino a noi (meno di 5 anni luce), allora progettare il viaggio di una minisonda robotizzata ad alta velocità sarebbe una sfida fattibile anche se non nell'immediato futuro.
Di certo la sua vicinanza, anche se fosse un pianeta del tutto inospitale, lo rende ben più accessibile rispetto ad altri magari più interessanti ma intorno a sistemi di fatto inaccessibili con i nostri mezzi (--> "Pianeti intorno ad una stella distante 40 anni luce")

Un esopianeta "vicino"
Noi abitiamo una zona a bassa densità stellare posta su uno dei bracci esterni della Via Lattea. Il che è un vantaggio in termini di stabilità locale ma che ci isola da potenziali vicini. Tra le stelle vicine (--> lista completa) solo Alfa Centauri si trova entro i 5 anni luce mentre nel raggio di 10 anni luce, 10 sono le stelle con esopianeti (--> lista).
Caratteristiche dimensionali e di distanza degli esopianeti.
Già nel 2012 avevo riportato la possibilità che nella "zona" di Alfa Centauri (--> "Un pianeta terrestre intorno a ... ") ci fosse un pianeta interessante; in realtà nonostante il clamore mediatico i dati erano troppo preliminari per capire se il pianeta identificato si trovasse ad una distanza adeguata dalla stella (nella cosiddetta zona abitabile, l'area in cui l'acqua può esistere allo stato liquido) e avesse veramente le caratteristiche base per un pianeta terrestre (Venere e Marte sono pianeti terrestri e rientrano nella zona di abitabilità eppure sono molto diversi tra loro e, soprattutto Venere, poco "ospitali").
Nota. Alfa Centauri è in realtà un sistema, costituito da tre stelle: Alfa Centauri-A; Alfa Centauri-B e Proxima Centauri. Le prime due sono stelle di massa solare e formano un sistema binario, attorno al quale orbita Proxima Centauri, una nana rossa. Il pianeta identificato nel 2012 dal team di Francesco Pepe orbita attorno ad Alfa Centauri-B.
I nostri "vicini"
α Centauri e β Centauri (le due più luminose) con Proxima indicata nel cerchietto rosso.
Credit: wikimedia by
Skatebiker
A distanza di 4 anni un articolo pubblicato sulla rivista Nature ci "riporta" in questo sistema stellare ma sulla stella più interessante, Proxima Centauri; è stato infatti lì identificato un pianeta terrestre (1,3 volte la massa della Terra) con un periodo orbitale di 11,2 giorni.
Le nane rosse sono oggi considerate tra le migliori candidate per ospitare forme di vita grazie alla loro lunga vita e stabilità (ben superiore rispetto alle stelle "solari"). Per maggiori dettagli vedi anche --> "Cercare ET nel posto sbagliato".
Un periodo orbitale così breve è indicativo della estrema vicinanza del pianeta alla stella. Se si trattasse di una stella come il Sole, il pianeta sarebbe stato messo nello scaffale "inferno di rocce fuse" e si sarebbe passati ad altro; tuttavia essendo le nane rosse molto più piccole, stabili e a minor temperatura, la zona di abitabilità è nettamente più prossima alla stella, tra 0,032 e 0,32 UA a seconda della stella (per approfondimenti --> QUI e --> QUI)

Sebbene il pianeta si trovi all'interno di una zona "utile" ciò non implica che il pianeta sia abitato o possa essere colonizzato (vedi quanto scritto su Venere). Molti sono i fattori in grado di influire sul destino di un pianeta, tra cui: struttura ed età del pianeta (da cui deriva se esiste un nucleo - ancora - attivo, senza il quale non può esistere un campo magnetico, lo scudo dalle radiazioni stellari); atmosfera (troppa o troppo poca?); rotazione sincrona (molto probabile per sistemi molto vecchi) che esporrebbe sempre la stessa "faccia" alla stella; stabilità di Proxima Centauri (una stella mediamente attiva ha "brillamenti" saltuari che proiettano dosi massicce di raggi X all'esterno; anche se avvenissero una volta ogni milione di anni il risultato sarebbe la sterilizzazione della superficie del pianeta); etc etc.

Nei prossimi mesi i ricercatori sperano di cominciare a rispondere ad alcune di queste domande grazie alla osservazione del passaggio del pianeta di fronte a Proxima Centauri (possibilità scarse invero); qualora fossero così fortunati da osservarla, l'illuminazione "laterale" della stella sul "bordo del pianeta" fornirebbe informazioni spettrali sulla presenza di una atmosfera e sulla sua composizione.



Video by Nature

(Articolo successivo sul tema --> "Una flotta stellare spinta da un raggio laser"


Fonte
- A terrestrial planet candidate in a temperate orbit around Proxima Centauri.
G. Anglada-Escudé et al, (2016), Nature, Aug 24; 536(7617):437-40

- Earth-sized planet around nearby star is astronomy dream come true
Nature, news


Libro consigliato
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