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Una banana transgenica salverà i bambini dalla cecità?

Una banana transgenica salverà i più bisognosi

OGM, una parola diventata quasi un insulto negli ultimi anni ma che racchiude  sia il nostro passato che il nostro futuro obbligato.
Stephen Buah e James Dale del QUT
©Erika Fish, QUT / Nat. Biotech
Il passato perché non esiste alcun prodotto vegetale o animale presente anche nel più  "biologico" degli orti o  degli allevamenti "casalinghi" che sia uguale ad un corrispettivo selvatico. Dai pomodori al grano alla gallina, si tratta sempre di organismi selezionati con incroci selettivi volti a migliorare sapore, resistenza e facilità di coltivazione. Difficile pensare alla gallina o alla frisona come animali in grado di sopravvivere per un solo giorno in un ambiente naturale alla mercé di predatori e malattie.
Il futuro perché il concetto stesso di sostenibilità è inconciliabile con coltivazioni e allevamenti nature. Solo massimizzando la resa dei prodotti di interesse si può cercare di preservare l'equilibrio naturale evitando il continuo ricorso a nuove zone di coltura, alla deforestazione senza controllo e alla distruzione della vita marina (vedi l'importanza della acquacoltura).

La differenza vera tra il passato e il futuro è che prima per ottenere specie più consone ai nostri bisogni servivano decine di generazioni di incroci o innesti, ora può essere fatto in modo totalmente controllato in laboratorio. Nella stragrande maggioranza dei casi infatti si tratta dell'inserimento di un gene che conferisce una data proprietà presente nella specie X in una specie Y.
Le varianti possibili sono molteplici ma quella di cui parlo oggi ha come finalità fare produrre vitamine "preziose" da un frutto comune e facilmente trasportabile o coltivabile in loco, la banana. In questo modo popolazioni che non possono accedere a certe vitamine in quanto associate ad alimenti a loro preclusi potranno beneficiarne mangiando frutta presente sul loro territorio. Niente integratori ma sana frutta. 

Il prodotto in questione noto come Super-Banana è il risultato del lavoro di un gruppo australiano della Queensland University of Technology svolto fianco a fianco con laboratori ugandesi. La ricerca nasce con l'idea di creare un prodotto che sia estremamente ricco di beta-carotene, una idea premiata dalla Bill e Melinda Gates Foundation con 10 milioni di dollari.
Perché la banana? L'Uganda è il secondo produttore mondiale di banane, non solo per export dato che è anche il paese con il maggior consumo quotidiano pro-capite di banane (poco superiore a 1 kg).
Che cosa è la Super Banana? In poche parole si tratta del prodotto di una pianta modificata geneticamente in grado di produrre un frutto contenente quantità elevate di beta-carotene, il precursore della vitamina A. La carenza di vitamina A è notoriamente uno dei (tanti) problemi che affliggono i bambini ugandesi e che è responsabile, se trascurata, della cecità. La banana quindi è il prodotto ideale in quanto è al contempo un frutto nutriente e molto diffuso nella regione.
Un progetto buono su cui però gravano  le ombre scoraggianti delle sperimentazioni passate. O meglio delle reazioni ai passati progetti. Tra questi il caso più eclatante è quello della varietà di riso nota come Golden Rice (anche questo arricchito di vitamina); sviluppato quasi 20 anni fa per il mercato delle Filippine incontrò da subito una accanita opposizione e pesanti ostacoli normativi che hanno ritardato il suo sviluppo per 15 anni.
Risultato? Sperimentazione iniziata in ritardo, conclusa con successo ma ancora non entrata sul mercato (leggi in proposito un articolo riassuntivo pubblicato su Wired --> "Perché ancora ostacolano il Golden Rice").
ATTENZIONE, ritardo NON giustificato né allora né oggi da alcun dato scientifico o epidemiologico che abbia sollevato dubbi di sicurezza sia ambientale che di salute (intolleranza, allergie, etc). Ripeto. Nonostante le continue analisi e i riflettori puntati da parte della lobby anti-OGM, NON SONO MAI emersi dati negativi o dubbi su alcun prodotto OGM! Non cesserà mai di stupirmi invece l'assenza di clamore per le ben meno stringenti procedure per l'approvazione di nuovi antiparassitari chimici (dal solfato di rame ai celeberrimi neo-nicotinoidi causa della moria delle api). Trovo curiosa la naturale accettazione di chi al supermercato legge sull'etichetta delle arance "buccia non commestibile in quanto trattata con xxxx" (frase letta ieri, non una mia invenzione!) mentre inorridisce alla sola idea che possa essere OGM. Ricordo inoltre che anche se uno dice che non mangerebbe mai OGM di fatto lo fa in quanto la quasi totalità dei mangimi importati è OGM da anni.
La Super-Banana andrà incontro ad un destino simile a quello del Golden Rice? Difficile dirlo. Al momento l'opposizione degli attivisti anti-biotech è stata minima e non ci sono avvisaglie di questa attitudine nelle popolazioni africane, ben più concentrate sulla sopravvivenza quotidiana che sui dogmatismi di chi ha la pancia piena, usa integratori da palestra e ammorba il mondo con gas di scarico. 
Una sensazione condivisa da  Claude Fauquet direttore del Global Cassava Partnership for the 21st Century (GCP21) presso l'International Center for Tropical Agriculture. " Non ci sono evidenze che stia montando una campagna negativa contro questo prodotto da parte degli attivisti o della popolazione locale. Nessuna delle coltivazioni sul campo benché fosse nota, è stata distrutta o anche solo visitata da gruppi anti-OGM". Altro punto importante "i contadini si fidano del parere delle organizzazioni locali e hanno sempre visto con favore le innovazioni in grado di migliorare la resa e la qualità del prodotto".

Ma come sono state create le super-banane? 
A destra la fe'i, sbucciata e con buccia (©wikipedia).
Se siete curiosi e volete vedere anche le differenze
esistenti tra mais e pomodori "veri" e quelli selezionati
dall'uomo --> "ragionare sugli OGM (...)"
Si è inserito un gene che codifica per la proteina fitoene sintasi (PSY2a) prelevata da un altra specie di banane, la micronesiana Fe'i i cui livelli di beta-carotene sono fisiologicamente alti.
Per aumentare la resa il gene è stato messo sotto il controllo del promotore del gene amminociclopropanocarbossilato ossidasi, anche questo un gene naturale della banana; il risultato sono livelli di beta-carotene pari a circa 20 microgrammi per grammo di prodotto secco.
Secondo James Dale, direttore del Centro per le colture tropicali presso il QUT e responsabile del progetto, il costrutto genico sarà utilizzato in due coltivazioni di banane particolarmente adatte alla dieta: il banano East African Highland e il Kabana 6H, una variante molto usata in loco, derivante da incroci selettivi e molto resistente a alle malattie.

I primi test sul prodotto verranno condotti negli USA su una variante transgenica create a partire da una nota varietà di banane, la Cavendish. Scopo del test è verificare che l'aumentato livello di beta-carotene si traduca in un effettivo maggior assorbimento e nella produzione di vitamina A. In parallelo verranno monitorati eventuali intolleranze o disturbi digestivi.
Si tratta di test fondamentali per decidere se il progetto ha le potenzialità per fare la differenza in aree dove le carenze nutrizionali sono importanti. E' chiaro infatti che il prodotto non ha senso sul mercato occidentale decisamente non bisognoso di supplementi vitaminici.

Uno dei punti di forza della Super Banana è che si tratta di "un prodotto pensato da ugandesi per altri ugandesi", spiega Dale. Inoltre a differenza del Golden Rice le banane sono sterili, quindi non esiste possibilità che si diffonda al di fuori delle zone di coltivazione; certo la sterilità è un arma a doppio taglio dato che solleva le critiche di chi non vuole dipendere dall'acquisto dei semi (ma non si possono avere entrambe le cose). In questo caso il dubbio non sussiste dato che il banano a differenza di riso o mais ha una vita molto lunga e una volta piantato non ha bisogno di essere rinnovato annualmente.

Sullo stesso argomento vi consiglio vivamente di leggere gli articoli pubblicati in precedenza interessarvi articoli precedenti come:


Fonte
- Vitamin A Super Banana in human trials
  Nature  Biotech (2014) 32,9 


Due libri molto utile per chi vuole capire cosa significa veramente OGM al di la degli stereotipi da salotto radical-chic. Un utile panoramica per ricordarci che gli OGM sono in giro da prima che sorgessero le prime civiltà (un esempio su tutti, il grano tenero). Taglio divulgativo ma rigore scientifico.
 --> edizione 2009
--> edizione 2015




 

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