CC

Licenza Creative Commons
Questo opera di above the cloud è concesso in licenza sotto la Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.
Based on a work at scienceabovetheclouds.blogspot.com.
Le notizie raccolte sono etichettate per contenuto e argomento e sono pensate in modo tale da essere "utili" anche a distanza di mesi. Ogni news tratta da articoli peer reviewed (non opinioni!!) è contestualizzata e collegata a fonti di approfondimento. Ben difficilmente troverete quindi notizie il cui contenuto è datato e privo di interesse.
Questo almeno è il mio obiettivo.
Gli hyperlink presenti nel testo dell'articolo (parole con diversa tonalità di colore) rimandano a pagine SICURE.

Volete aiutare il blog? Cliccate sugli annunci sponsorizzati da Amazon (se non li vedete, modificate l'Adblocker per vedere solo Amazon). Se poi decidete di provare Prime o comprate qualcosa Amazon sarà ancora più felice. Tutto qui :-)

Parabeni. Rischi finora sottovalutati?

I parabeni sono i conservanti più comuni tra quelli usati nell’industria cosmetica, diffusi soprattutto in shampoo, cosmetici, lozioni per il corpo e creme solari.
Struttura generale di un parabene
(para-idrossibenzoato dove R è un
gruppo alchilico)
La loro presenza è facilmente identificabile dalla lettura dell'INCI cercando tra i vari ingredienti lle molecole terminanti con il suffisso -paraben (alcuni esempi sono metilparaben, etilparaben, propilparaben, butilparaben e isobutylparaben).
Sostenere che siano un altro esempio delle moderne "diavolerie" che l'industria ci propina è un errore dato che sono in uso da oltre 70 anni nei prodotti legati a cosmetica, farmaceutica e alimentare, grazie alle loro proprietà battericide e fungicide.
E' vero però che con il tempo il loro utilizzo è aumentato, avendo rimpiazzato molecole ben meno amichevoli (per usare un eufemismo) come la formaldeide.
Nonostante ci abbiano "salvato" da molecole notoriamente tossiche, anche sui parabeni hanno cominciato ad addensarsi nubi, entrando a far parte della lista di molecole da tenere sotto osservazione per i possibili effetti sulla salute. Nello specifico è un loro metabolita, l'acido 4-idrossibenzoico, ad avere attratto l'attenzione a causa della sua capacità di mimare chimicamente gli estrogeni. Una caratteristica questa che è stata collegata, anche se in modo speculativo, all'aumentato numero di casi di tumore al seno.
La correlazione estrogeni e tumori mammari non è invece speculativa ma consolidata nella conoscenza medica da almeno 25 anni. Non è un caso che il tamoxifene, per anni uno dei farmaci di punta nella lotta contro i tumori mammari, agisca bloccando i recettori degli estrogeni; una strategia efficace finché il tumore non diviene resistente a causa di mutazioni che rendono il recettore (o la via metabolica a valle) intrinsecamente attivo.
Comprensibile quindi che si siano accessi i riflettori sulle molecole estrogeno-mimetiche. Finora tuttavia gli elementi di prova erano meno che indiziari dato che la quantità di prodotto assorbito e dotato di attività "estrogenica" era meno che esiziale, quindi non in grado di esercitare alcun effetto sull'organismo o anche solo in specifici distretti. A meno che ovviamente la persona in questione non abbia l'abitudine di "ricoprirsi" h24 con creme contenenti tali sostanze.
Nota. Il rischio potenziale NON è, come si potrebbe pensare, limitato alle donne. Il crescente utilizzo di prodotti per la cura della persona anche tra i machos ha ampliato il bacino di utenti (e la specificità degli effetti) da monitorare: alcuni studi hanno ipotizzato una correlazione tra la sempre più diffusa oligospermia maschile e la diffusione di creme contenenti parabeni.
Gli enti sanitari del  Canada e degli USA hanno esaminato in più occasioni (nel 1984 e poi nel 2005) i dati clinici riferiti ai parabeni senza mai trovare evidenze che avvalorassero minacce per la salute. Una analisi simile è stata condotta anche in Europa nel 2005 da un gruppo di esperti nominati dalla Commissione Europea: la conclusione fu che sia il metil- che l'etil-parabene sono sicuri alle concentrazioni normalmente presenti nei prodotti presenti sul mercato.

A riaccendere il dibattito ci pensò pochi anni uno studio danese in cui si dimostrava come come poche ore dopo l'applicazione sulla pelle di volontari maschi di una lozione contenente parabeni, comparissero tracce dei suoi metaboliti nel sangue e nell’urina.
Negli ultimi mesi un nuovo studio pubblicato dal gruppo di Dale Leitman ha dimostrato che nelle cellule tumorali HER2 positive, i parabeni agiscono in sinergia con fattori di crescita presenti nel tessuto mammario attivando geni importanti nella regolazione della proliferazione cellulare. L'importanza dello studio è l'avere mostrato l'inadeguatezza dei soli test condotti in vitro (mancanti di test su animali) in quanto riduttivi della complessità "ambientale" che un farmaco o metabolita incontra in un organismo. Un monito per chi sostiene che i test in vitro sono in grado si sostituirsi in toto a quelli ottenuti sugli animali.

Nessun allarmismo, ma la cautela è d'obbligo.

Fonte
- Lotion ingredient paraben may be more potent carcinogen than thought
berkeley.edu/all-news
-Parabens and Human Epidermal Growth Factor Receptor Ligands Cross-Talk in Breast Cancer Cells. 
Shawn Pan et al, (2015) Environmental Health Perspectives 



Nessun commento:

Vi serve un eReader? Date un occhio ai prodotti sotto sponsorizzati

Prova Amazon Prime Spedizioni pagate per un anno e consegna anche (per prodotti selezionati) entro due ore!!
Nuovo Kindle Se come me amate la semplicità, affidabilità e costo basso allora il Touch fa al caso vostro
Prova il nuovo Kindle Vojage!Se il classico Kindle e volete uno schermo da 6" ad alta risoluzione (300 ppi) con luce integrata a regolazione automatica,
Prova il nuovo Kindle Oasis!Volete solo il top? Ecco allora il top di gamma. Un po' caro ma ...