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Il batterio multiresistente agli antibiotici che dall'Arabia "minaccia" di diffondersi

La sempre maggiore diffusione di batteri contemporaneamente resistenti a più antibiotici è un problema globale che avrà un impatto enorme sulla salute pubblica in un futuro appena dietro l'angolo (articoli precedenti sullo stesso tema --> antibiotici).
Sebbene il problema sia noto da alcuni decenni (nasce sostanzialmente con la disponibilità extra-ospedaliera degli antibiotici) è nel corso dell'ultimo decennio che le problematiche associate sono uscite da un mero dibattito accademico per entrare nell'ambito "reale". Il rischio concreto è infatti quello di trovarci nei prossimi anni senza armi efficaci per contrastare malattie fino a ieri considerate "sorpassate" data la facile curabilità con gli antibiotici (vedi qui).
Un problema aggravato dalla globalizzazione che non riguarda solo persone e merci ma anche i microbi; proprio per questo motivo si osserva con sempre maggiore preoccupazione la comparsa di ceppi multiresistenti in aree come Cina e India ancora indietro nella regolamentazione dell'uso "libero" degli antibiotici. Un problema acuito dalla elevata densità di popolazione, dalla endemicità di malattie da noi scomparse e dalla assenza di misure di trattamento delle acque reflue (vedi qui).
Acinetobacter baumannii (Credit: Janice Carr)
Tra i recenti allarmi, particolarmente importante è quello che proviene dalla penisola arabica riguardo ad un batterio multiresistente, Acinetobacter baumannii, che "minaccia" di valicare i confini del Medio Oriente. Il "superbatterio", noto per avere causato diverse epidemie ospedaliere, è stato rilevato in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar, Oman e Bahrein. Una diffusione multi-spot che ha sorpreso molti operatori sanitari.

Osservando il problema in modo positivo, questa scoperta inattesa ha spronato i responsabili dei ministeri e delle organizzazioni internazionali a collaborare fattivamente scambiandosi i dati sui pazienti infetti (e sui loro movimenti)  per monitorare la "rotta" seguita dal batterio. Tra le spiegazioni più probabili circa la diffusione capillare negli ospedali dell'area, vi è lo spostamento delle persone infette e in fase di trattamento antibiotico dal luogo di origine ai luoghi del pellegrinaggio della Mecca, che ha funzionato così da centrale distributiva del batterio.
Data la diffusione raggiunta ed essendo il batterio un patogeno opportunista (non associato cioè ad una malattia specifica, quindi asintomatico finché non si presentano le condizioni adatte) il rischio che diffonda al di fuori dell'area attuale è concreto.


Articolo successivo sul tema --> "Antibiotici nel Piatto".


Fonte
- Molecular Epidemiology of Carbapenem-Resistant Acinetobacter baumannii Isolates in the Gulf Cooperation Council States: Dominance of OXA-23-Type Producers.
Zowawi HM et al, J Clin Microbiol (2015) 53(3):896-903

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