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La base Concordia in Antartide. 6 mesi di isolamento e 4 di buio

Il nome Concordia evoca oggi nella mente degli italiani (e non solo) i fatti legati alla tragedia dell'isola del Giglio; pochi forse sanno che questo è anche il nome di una base di ricerca italo-francese sita in Antartide.
La base Concordia (credit: ESA)
Mentre nel nostro emisfero (e alla nostra latitudine) siamo da poco entrati ufficialmente nella primavera, per i residenti alla base Concordia questo è il periodo che precede il completo isolamento lungo 6 mesi, di cui 4 immersi nella perenne notte antartica.
L'Antartide e le basi internazionali. Concordia si trova a est del Ross Ice Shelf (clicca qui per una mappa ingrandita). Credit: alexanderkumar.com

 Il pensiero comune legato all'Antartide lo associa ad un panorama di ghiacci a 360 gradi, intervallati da catene montuose come il Sentinel Range.
Ellsworth Mountains nel Sentinel Range in cui il monte Wilson svetta con i suoi 4892 metri (credit: NASA)
Una immagine certamente vera ma che trascura un aspetto chiave che rende questo posto un ideale punto di osservazione della volta celeste.
Quale? L'essere uno dei posti più aridi della Terra con soli 200 mm di precipitazioni annuali, sia a causa del freddo che, nello specifico della base Concordia,  dell'essere sita su un altopiano (il Plateau Antartico orientale). La temperatura minima registrata alla base è stata di -84,7 °C  nell'agosto 2010 (la media nel semestre invernale è di -51 °C) mentre le precipitazioni nevose sono inferiori ai 10 cm annui.
Uno dei panorami meno noti dell'Antartide è quello ... privo di ghiacci: aree in genere delimitate da montagne, che appaiono, ai fortunati che riescono a visitarle, come brulli luoghi rocciosi che sembrano emergere da un altro mondo e dalle profondità del tempo (il che in un certo senso è vero). Il nome Dry Valleys, site non lontano dal McMurdo Sound (--> googlemap), riassume perfettamente l'essenza di questi panorami.
(altre foto qui)
Tornando alla base Concordia, la domanda ovvia è perché si sia deciso di costruire una base in questa area. I motivi sono molti e vanno dallo studio dei ghiacci (e di quello che c'è sotto) allo studio astronomico. E' proprio l'assenza di precipitazioni a rendere l'atmosfera "asciutta", quindi ideale per l'osservazione della volta celeste.
L'isolamento forzato durante l'inverno australe la rende interessante anche per un altro motivo che ha a che fare con i viaggi spaziali: la promiscuità forzata in un ambiente ostile, in cui l'unica fonte di luce è quella artificiale, rappresenta un luogo ideale in cui studiare le dinamiche comportamentali dei 13 residenti.
I potenziali conflitti tra i membri della missione rappresenta uno dei principali problemi di cui il pianificatore dei viaggi interplanetari deve tenere conto. La "semplice" trasferta su Marte (vedi link) richiederà un viaggio, per il solo volo di andata, di 6-8 mesi un tempo in cui non sarà possibile "uscire a farsi un giro" per sbollire le eventuali liti! Per tale ragione l'ESA ha scelto i residenti della base Concordia per condurre due dei cinque esperimenti chiave in vista della missione su Marte. 
Vivere nella base Concordia d'inverno è simile sotto molti punti di vista a vivere nello spazio, dove l'equipaggio è tagliato fuori dal mondo (tranne per le comunicazioni), senza luce solare e in condizioni di bassa pressione di ossigeno (la base si trova a 3200 metri sul livello del mare, in pratica come abitare sul Plateau Rosà di fronte al monte Cervino).
Gli altri tre esperimenti verranno condotti alla Halley Research Station (gestita dagli inglesi) sita sul Mare di Weddell.
La base Halley VI (credit: BBC)
Che il rischio sia concreto è un dato di fatto, come sa bene chi fa lunghe traversate in barca a vela. Sottovalutare o peggio ancora non rilevare lo stato stato di stress di un membro dell'equipaggio è il modo migliore per innescare situazione catastrofiche su cui la base di controllo sulla Terra non ha di fatto alcun potere. E' altresì poco utile sperare che sia sufficiente basarsi sull'autovalutazione di personale appositamente addestrato per ricavare indicazioni univoche dello stato emotivo di una persona; servono parametri indipendenti che fungano da segnali di allarme in grado di attivare adeguate contromisure, per impedire "deflagrazioni" emotive dagli esiti spesso tragici.

Limitandoci ai due esperimenti che verranno condotti alla base Concordia, il primo sarà centrato sull'analisi vocale con il fine di identificare sia piccole variazioni di intonazione o sintattiche (indicatori di un minor controllo) che variazioni nella dinamica (intesa come tempi e preferenze) delle interazioni interpersonali (indicatore di tensioni latenti).
Il secondo esperimento che si svolgerà in parallelo sia nella base italo-francese che in quella inglese verterà sulla adattabilità della vista ai quattro mesi di buio esterno e all'influenza della illuminazione artificiale.

Sotto un video dell'inverno australe realizzato dalla Agenzia Spaziale Europea (ESA)

Winter at the Concordia station in Antarctica (ESA)


***   aggiornamento settembre 2015  ***


articolo su phys.org --> QUI

foto pubblicata di una spettacolare aurora alla base Concordia
Foto trovata su gizmodo.com.au

Il ritorno del Sole alla base
Lorenzo Moggio, Giampietro Casasanta e Beth Healey, i tre membri della base che hanno risposto alle domande sul topic dedicato di Reddit Science"ask me anything!" (credit: ESA/IPEV/PNRA, photo by Julien)
***Settembre 2015***
Il sole è tornato (Credits: ESA/IPEV/PNRA-B. Healey). More at Juliens blog
Articolo successivo sulla base Concordia --> QUI.

  (potrebbe anche interessarvi --> "6 of the loneliest jobs in the world")


Fonte
 ESA

Siti in cui seguire le attività della base
  • Chronicles from Concordia --> link
  • ItaliAntartide XXX spedizione su facebook
  • su Reddit (vivamente consigliato)

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