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Ricambio annuale alla base Concordia in Antartide. Nuova linfa per nuovi test

(articolo precedente --> La base Concordia in Antartide: 6 mesi di isolamento)

 ***

E' da poco terminata la lunga notte australe, e con essa il forzato periodo di isolamento semestrale dell'equipe scientifica che lì risiede. Con l'aumento della visibilità e temperature meno proibitive (relativamente parlando) ecco che la base diventa preda di un brulichio di attività coincidenti con il ricambio del personale, la cui ultima tornata in ordine di tempo è appena atterrata.
Dopo 9 mesi ecco i rifornimenti! (credit: m.esa.int)
Se uno pensa ad una base posizionata nel bel mezzo dell'Antartide la prima cosa che immagina è che le ricerche siano di tipo glaciologico, minerario o meteorologico. In realtà questo avamposto franco-italiano è uno dei luoghi prediletti dalla ESA (Agenzia Spaziale Europea) per alcuni test fondamentali per le missioni future nello spazio.
Cosa c'entra la ESA con gli scienziati spersi nel mezzo dell'Antartide?
Di questo ne avevo parlato nel precedente articolo sintetizzabile nel fatto che la base Concordia è sita in un posto ideale sia per lo studio della volta celeste (umidità nulla e quindi cielo limpidissimo) che per studiare le reazioni dell'essere umano alle condizioni estreme, tipiche dei futuri viaggi spaziali.
Gli elementi di stress per chi risiede alla base in inverno sono molti: altitudine (3200 metri, quindi una bassa pressione parziale di ossigeno); isolamento (la base più vicina è la russa Vostok 600 km a nord ed è impossibile per qualunque aereo portare soccorso nei mesi invernali); personale limitato a circa 15 persone costretto all'interno degli edifici a causa di una temperatura media esterna di -80 °C; interazioni forzate che mettono a dura prova la tenuta psicologica degli individui.
L'effetto dello stress sulla fisiologia e sulla psicologia dei residenti è il fulcro delle analisi condotte sia localmente dal medico della base che da remoto in Europa. Beth Healey, il medico attuale, ha ricevuto l'agognato (immagino) ricambio da Floris van den Berg che non solo continuerà i test ma ne aggiungerà altri utili per valutare la stabilità emotiva e la resistenza allo stress.
In ambito fisiologico i parametri monitorati riguardano le variazioni quali-quantitative del sonno, della capacità di movimento ed equilibrio, l'umore, la funzionalità cardio-vascolare, la densità ossea (in assenza di luce solare ci si deve basare o sui lettini a ultravioletti o sulle pillole di vitamina D) e le modificazioni dell'attività cerebrale visualizzate mediante risonanza magnetica, confrontando i tracciati pre- e post- soggiorno.
credit: ESA/IPEV/PNRA–B. Healey.
Tra i nuovi test implementati da quest'anno vi è quello al simulatore della navicella spaziale Soyuz. Il test è particolarmente utile in quanto finalizzato a quantificare il modificarsi della reattività del pilota dopo molti mesi di isolamento e "inattività". Nel caso del viaggio su Marte parliamo di almeno 18 mesi nello spazio; alla base Concordia i test verranno fatti a intervalli di 12 mesi di distanza con o senza allenamento al simulatore.

In attesa dell'inverno australe distante ancora parecchi mesi, sono più di 60 gli scienziati e i tecnici arrivati per svolgere le più disparate mansioni: dalla ricerca glaciologica ai lavori di manutenzione fino alla essenziale opera di rifornimento. Da febbraio in poi la maggior parte di essi lascerà la base dando inizio ad una nuova sessione della fase di isolamento.


Fonti
- ESA/news
- Blog della base Concordia
- Programma Nazionale di Ricerche in Antartide
- domande e risposte su Reddit dal team della base (consigliatissimo)

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