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Vino rosso e mele: studi scientifici sui toccasana della tradizione popolare

Vino rosso e mele: studi scientifici sui toccasana della tradizione popolare

"Chi beve vino campa cent'anni" e "Una mela al giorno toglie il medico di torno" sono adagi popolari che da sempre risuonano attorno alle tavole imbandite e nelle osterie. Motti la cui validità scientifica è da tempo nota non foss'altro perchè il primo è stato per secoli la bevanda ideale (certamente più sicura rispetto all'acqua, per motivi prettamente igienici) e il secondo un cibo nutriente e meno soggetto ai rischi del deterioramento.
Due studi scientifici recenti ne ribadiscono il valore.

Il vino rosso può controbilanciare alcuni degli effetti negativi di una dieta scorretta.

©wikimedia
Lo studio condotto da un team della università del Texas ha mostrato che il resveratrolo, il principale elemento benefico presente nel vino rosso (ma presente anche in uva, noccioline e bacche) attenua alcuni dei danni causati da una dieta ricca di grassi.
 Secondo Christopher Jolly, autore del lavoro pubblicato su Journal of Nutritional Biochemistry, mentre gli studi precedenti avevano solo identificato nel resveratrolo la sua importante azione antiossidante, questo è il primo studio a mostrare la sua azione benefica sul sistema immunitario. Per capire come dobbiamo prendere in considerazione il timo, l'organo in cui avviene la maturazione dei linfociti T che negli esseri umani subisce un processo di involuzione irreversibile già a partire dalla nascita; un processo particolarmente pronunciato negli adulti obesi. Nell'articolo si dimostra come il resveratrolo sia in grado di contrastare questo processo negli adulti, favorendo quindi il mantenimento della funzionalità immunitaria.

Fonti
- Red Wine Component Can Undo Some of the Harm Done by Poor Diet, Researchers Find
  University of Texas, news
- Resveratrol inhibits the deleterious effects of diet-induced obesity on thymic function
  Journal of Nutritional Biochemistry 24 (2013) 1625–1633



Una mela al giorno …
Un articolo pubblicato sul British Medical Journal ha cercato di quantificare l'effetto di questo consiglio, risalente all'età vittoriana, sulla capacità di prevenire malattie cardiovascolari in persone di età superiore ai 50 anni.
©my-personaltrainer.it
Precisiamo subito una cosa. Lo studio è riferito alla popolazione inglese, le cui abitudini alimentari e di vita sono ben diverse (e chiaramente più a rischio) rispetto a quelle di noi mediterranei; molto probabile quindi che l'effetto sia "esagerato" rispetto a quanto si potrebbe osservare da noi. Detto questo, la stima che emerge è che ipotizzando di dare a tutti gli over-50 inglesi una mela al giorno il numero di morti evitate (ogni anno) raggiungerebbe la rispettabile cifra di 8500. Un valore molto simile a quello ottenibile con le statine, fondamentali farmaci anti-colesterolo, ma senza gli effetti collaterali associati (vedi anche linee guida per il trattamento del colesterolo, qui)
.
Secondo Adam Briggs della università di Oxford "il consiglio dato in epoca vittoriana fu semplice, ecomico e straordinariamente efficace. Mostra come un minimo cambiamento di abitudini alimentari possa avere un grande effetto. Forse le persone che prendono statine pur non essendo categorizzati come soggetti ad alto rischio dovrebbero passare alle mele". Un consiglio quest'ultimo da lasciare unicamente alla decisione del medico per evitare pasticci con gravi ripercussioni. Tuttavia aggiungere una mela alla propria dieta quotidiana (senza modificare il trattamento farmacologico, se presente, e riducendo il contenuto di grassi saturi) è di per se un suggerimento utile e, come si è visto, salutare.

Articolo su argomento simile: legame tra consumo di caffè o te con malattie tumorali, qui.

Fonti
- Statins for the many?
- An apple a day keeps the heart doctor away. 
  Oxford University, news 1 e 2

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