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Pressione, lipidemia e IMC sono importanti per il cuore ... e per la prostata

Pressione alta, glicemia, lipidi nel sangue e alto indice di massa corporea, oltre ad essere elementi caratterizzanti la sindrome metabolica, aumentano la mortalità associata al cancro della prostata.
Questa almeno è la conclusione a cui giunge un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Cancer. Conseguenza immediata di tale studio è che le raccomandazioni standard (dieta e stile di vita adeguato) per la prevenzione di diabete e malattie cardiovascolari, "premieranno" ancora di più chi, tra i maschi, vorrà adeguarsi.

I dati presenti nella letteratura scientifica sul legame tra metabolismo, dieta e prostata erano finora scarsi. Per colmare questo buco informativo il team di Christel Häggström dell'Università di Umeå in Svezia, ha analizzato i dati di 289.866 uomini già reclutati per uno studio sulla relazione tra sindrome metabolica e cancro. Ancora una volta quindi (come abbiamo visto recentemente QUI) si è adottato il saggio criterio della rielaborazione di dati già disponibili ma finalizzati a tutt'altro scopo. Data la mole di informazioni raccolte in questi studi epidemiologici, la rielaborazione dei dati disponibili sfruttando prospettive diverse (ad esempio segmentando per regione di provenienza piuttosto che per dati antropometrici) permette di ottenere informazioni del tutto nuove e con tempi (e costi) decisamente più bassi che con uno studio ex-novo.

Nei 12 anni di follow-up dello studio originario furono registrati circa 6600 tumori alla prostata di cui 961 ad esito fatale. Fra gli uomini ammalatisi quelli che avevano un indice di massa corporea e/o pressione sanguigna superiore, avevano un rischio aggiuntivo di morte per tumore pari al 36 per cento e al 62 per cento, rispettivamente. Risultati simili comparivano se ad essere considerati erano dei marcatori (biomarkers) metabolici. 

E' importante osservare che lo studio di per se non fornisce alcuna prova di un legame tra fattori di rischio metabolici e probabilità DI sviluppare il tumore. Mostra qualcosa di sostanzialmente diverso, cioè che tali fattori di rischio aumentano la probabilità di morire PER questa neoplasia.
I fattori metabolici sono quindi importanti in quanto favoriscono la progressione della malattia e non l'insorgenza. Dato molto importante per attivare percorsi terapeutici volti ad abbassare la mortalità della malattia.

(Articoli precedenti in questo blog su tumore della prostata: caffè; avere i capelli rossi).

In calce a questo studio aggiungo solo il dato emerso da uno studio epidemiologico giapponese che mostra la riduzione di rischio del tumore della prostata con una alimentazione arricchita in alfa-carotene (M. Umesawa et al., British Journal of Cancer (2014) 110, 792–796)

Fonti
- Prospective study on metabolic factors and risk of prostate cancer.
Christel Häggström et al., Cancer, october 22, 2012

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