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i gorilla, gli scimpanze e noi

I gorilla sono dopo gli scimpanzé i nostri più prossimi parenti e per questo di enorme importanza nello studio sulle origini dell'uomo,
Particolarmente importante quindi la notizia che il genoma del gorilla è stato infine assemblato e comparato con quello di altri primati superiori.
Stime recenti indicano in 25 milioni di anni dell'antenato comune
tra scimmie del vecchio e del nuovo mondo
Che noi fossimo strettamente imparentati con i gorilla e gli scimpanzé era stato proposto circa 150 anni fa da Darwin e da Huxley. Tuttavia un conto sono le similitudini anatomo-fisiologiche, un altro sono le evidenze genetiche ora disponibili grazie alle tecniche e soprattutto alle competenze molecolari sviluppate. 
I progressi nel campo della genomica hanno permesso di indagare il codice genetico e di seguirne le variazioni usandolo come orologio evolutivo. Da questi studi è stato possibile comprendere come da un punto di vista filogenetico si sia più vicini alle scimmie africane (in particolare gorilla e scimpanzé) rispetto agli orangutan.

Molto interessante è stato il datare il punto di separazione fra uomo e scimpanzé e fra uomo/scimpanzé e gorilla a circa 6 e 10 milioni di anni fa, rispettivamente.
Nota. Alcuni ritrovamenti recenti datano a 2,8 milioni di anni le prime tracce fossili appartenenti ad individui del genere Homo.
Il percorso di speciazione che nell'evoluzione dei primati è stato continuo e pieno di biforcazioni ha dato luogo a molti rami secchi (estinzioni). Un percorso accidentato che è ben evidente nel genere Homo, dove tutti i rami diversi dal sapiens sapiens si sono estinti.
Questo percorso irto di "incidenti evolutivi" è stato tuttavia il vero motore che ha permesso all'uomo di colonizzare in circa 200 000 anni ambienti fra i più disparati e selettivi.

Tornando alla parte genomica è curioso osservare che in circa il 30% del genoma l'omologia è maggiore fra uomo e gorilla e in altre regioni fra gorilla e scimpanzé, invece che come atteso fra uomo e scimpanzé. Le regioni in cui l'omologia torna a "favorire" la coppia uomo-scimpanzé sono quelle codificanti (geniche), fatto questo che distingue un carry-over casuale da uno selezionato.
Sequenze geniche in effetti molto particolari. Confrontando le sequenze geniche nei diversi primati si è visto che i circa 500 geni (sui 30000 stimati) in cui vi è stata una evoluzione accelerata sono quelli coinvolti in funzioni sensoriali, in particolare l'udito.

Fra le tante informazioni ottenute alcune molto interessanti riguardano i gorilla. Comparando le sequenze di diverse specie di gorilla (Gorilla gorilla - g. occidentali - e Gorilla beringei - g. orientali) è stato possibile datare la loro divergenza, o se vogliamo l'antenato in comune, intorno a 1,75 milioni di anni fa, sebbene siano evidenti tracce di successivi scambi genetici. Ricordiamo per inciso che la speciazione è considerata completa quando le due specie non possono originare, incrociandosi, prole a sua volta fertile (esempio classico è l'asino ed il cavallo).
Altri dati. Le specie di gorilla orientali sono passati attraverso "colli di bottiglia" genetici, implicanti un forte impoverimento della diversità genetica, causati molto probabilmente da fenomeni di deriva genetica/founder-effect, fenomeni questi tipici di popolazioni originate da pochi individui colonizzatori e quindi indicativo della migrazione da "occidente verso oriente".

Mettendo assieme i due dati sopra descritti (la forte selezione incontrata dai primati, ed i rami secchi, con i bottleneck incontrati) con la conseguente massiccia riduzione periodica del numero di individui si comprende come le tracce contaminanti inter-specie siano state la vera risorsa che ha permesso ad i primati di superare i periodi di crisi numerica (e quindi della pericolosa povertà genetica) della popolazione.
Una ricostruzione questa che ci fa vedere, attraverso un cannocchiale girato indietro nel tempo, un periodo nell'evoluzione della nostra specie in cui la sopravvivenza è stata per molti versi precaria. Una sopravvivenza favorita probabilmente da scambi genetici, forse più che saltuari, con i cugini Neanderthal.
Una storia, la nostra, in comune con gli altri grandi primati. Un dato questo che dovrebbe ricordarci di proteggere e preservare questi lontani cugini sempre più in pericolo a causa di stravolgimenti ambientali contro cui nulla possono.

"Allora fatemi capire: tutto andava bene fino a che un vostro cugino prese il comando?"
Fonte; Scally et al.

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