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Il bruco spaventa i predatori ... vomitando

Le modalità escogitate dagli esseri viventi per difendersi sono veramente innumerevoli. Possono essere violente, appariscenti, mimetiche, da sprinter e perfino  ... vomitare addosso ai predatori.
P. brassicae e il suo rigurgito difensivo (®National Geographic)
Questa infatti la curiosa strategia adottata dal bruco di farfalla bianca (Pieris brassicae). Un comportamento ancora più curioso quando si scopre che i bruchi non attuano tale strumento difensivo quando sono in gruppo. Rigurgitare o meno (e quanto) è infatti direttamento correlato alla dimensione del gruppo. Lo studio, pubblicato su Ecology Letters, è stato condotto da Andrew Higginson e Mike Speed delle Università di Bristol e di Liverpool, rispettivamente.
Domanda che sorge spontanea: perchè il bruco usa questo metodo difensivo solo quando non è in gruppo? Rigurgitare il cibo rallenta la crescita e questo si traduce in un tempo maggiore nello stadio di bruco, uno stato riproduttivamente inutile (quindi a fitness nulla). Inoltre una carenza di cibo prolungata influisce direttamente nel numero di uova che potranno essere prodotte nello stadio di farfalla. Rigurgitare è di conseguenza solo l'estrema ratio di difesa.
Essere in gruppo rende "anche" gli altri individui potenziali prede, quindi per il bruco è più vantaggioso in questa situazione giocare con la sorte rispetto a dissipare le proprie risorse nutritive. Più grosso è il gruppo minore è il rischio reale nell'affidarsi alla sorte.
Nello studio i ricercatori si sono avvalsi di modelli matematici per comprendere la relazione fra dimensioni del gruppo e possibilità di sopravvivenza. 



Per approfondire
- University of Bristol, news
- Density-dependent investment in costly anti-predator defences: an explanation for the weak survival benefit of group living
  Ecology Letters 2012, 15(6):576-83


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