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Tepui. Le "terre dimenticate dal tempo"

I Tepui sono una "terra dimenticata dal tempo"?

Un"cult"
(meglio del remake)
L'immaginario legato all'esistenza di "terre dimenticate dal tempo", aree isolate e ancora da scoprire che hanno mantenuto intatte le caratteristiche naturali di un mondo preistorico, è da sempre un espediente di successo sia in ambito letterario che cinematografico. In verità è riduttivo etichettarla a puro espediente narrativo essendo l'idea basata sulle molteplici scoperte naturalistiche, il cui esempio più noto sono i dati raccolti da Darwin durante il viaggio intorno al globo a bordo della Beagle.
Invidio profondamente gli esploratori di fine '800 che univano il pensiero positivista e razionale alla esplorazione di territori totalmente ignoti.
Ma esistono territori così isolati da essere divenuti con il tempo dei sistemi biologicamente "chiusi"? Gli esempi non mancano e si riferiscono in genere a isole come le Galapagos la cui particolare flora e fauna è il prodotto sia di una differenziazione locale dopo la separazione dall'antenato comune che di specificità ambientali (assenza di predatori, di competitori, etc).
Tra gli esempi di animali che sembrano provenire direttamente da un lontano passato abbiamo rettili come i draghi di Komodo (una sorta di mini-dinosauri anche se è bene ricordare che i veri discendenti dei dinosauri sono gli uccelli e non i rettili oggi esistenti meglio definibili come lontani "cugini"), gli armadilli (mammiferi corazzati), ornitorinchi ed echidnei (mammiferi così primitivi che ... depongono le uova), dipnoi (pesci con polmoni primitivi) e perioftalmi (pesci in grado di respirare all'aria aperta portandosi l'acqua nelle branchie).
Nota. Giusto per fare un po' di "genealogia", gli antenati degli uccelli appartenevano al clade Paraves da cui originarono anche i velociraptor. Andando più indietro nel tempo troviamo il clade coelurosauria, stessi antenati del T. rex. Per trovare l'antenato in comune tra rettili moderni e dinosauri bisogna invece risalire al thecodontosaurus vissuto nel medio Triassico superiore. Quindi se volete guardare un erede dei dinosauri guardate la gallina e non il coccodrillo. Per l'albero vedi QUI.
Tutti questi curiosi animali, da alcuni definiti fossili viventi, vivono in aree certamente remote (Australia e isole del pacifico) ma non totalmente isolate; manca quindi la caratteristica fondante, almeno da un punto di vista immaginifico, di "terre dimenticate dal tempo".
La domanda allora è quali siano, se ancora vi sono, le aree in cui potrebbero potenzialmente esistere ecosistemi unici arrivati a noi direttamente da un passato remoto. Meglio ancora se con caratteristiche analoghe a quelle immaginate nella narrativa classica ("Il mondo perduto" di Arthur Conan Doyle ad esempio).
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Una ricerca non facile e quasi fuori tempo massimo, con la progressiva antropizzazione ambientale che abbatte molte barriere naturali, ma aiutata dalla mappatura satellitare che ha reso osservabili zone del pianeta che prima necessitavano di spedizioni di settimane dal più vicino avamposto solo per essere raggiunte. Forse sorprenderà scoprire che queste zone esistono e sono veramente una fonte di sorprese scientifiche, sebbene ben difficilmente troveremo in esse dei velociraptor o anche solo delle trilobiti nelle sue acque.
La localizzazione di queste aree è eterogenea: dalle profondità oceaniche ancora così poco esplorate ma ricche di forme di vita inconsuete fino alle gigantesche grotte/laghi sotterranei (leggete --> qui la scoperta di un "lago preistorico" sotto il territorio canadese) e ancora le impenetrabili (per quanto?) aree della giungla amazzonica oppure i Tepui, le torri di roccia che spuntano dalla foresta creando ambienti unici a centinaia di metri di altezza.
E sono proprio i Tepui, portati alla ribalta proprio da Doyle nel 1912, ad avere catturato la mia attenzione. In fondo basta guardare queste formazioni geologiche per immaginare un sistema ecologico "quasi" chiuso ("quasi" in quanto gli uccelli non hanno infatti problemi a usarlo per nidificare). Sistemi non perfetti da un punto di vista immaginifico di un mondo isolato in tutto e per tutto ma sufficienti per stimolare missioni scientifiche.
Una curiosità la mia che sono riuscito a soddisfare solo dall'alto su un Piper e attraverso i resoconti di chi è riuscito a penetrare in quel mondo.
L'Auyantepui, sito nel Venezuela è uno dei tepui più noti,non il più alto (credit: hdwallpaperbackgrounds.net). Clicca QUI per le coordinate su Google Maps
I tepui, o "montagne del diavolo", poste sul margine settentrionale della foresta amazzonica, sono tra le montagne più notevoli della terra. Queste formazioni geologiche sono circondate da pareti a strapiombo che si innalzano fino a mille metri sopra la giungla circostante. Invece di picchi montuosi i tepui hanno sommità costituite da estese distese pianeggianti ricoperte di vegetazione. Per raggiungere la cime di molti tepui, ci sono solo due possibilità: scalare le pareti o usare un elicottero. Raggiunta la sommità di queste isole nel cielo, si scopre una vegetazione costituita da bassi alberi e arbusti che ospitano una varietà di animali tra cui rane e lucertole. Molte delle specie qui identificate non si trovano in nessun altro luogo del pianeta.

Sebbene "prossime" alle Ande, la storia geologica dei tepui è molto diversa; mentre le prime sono il risultato dell'attività vulcanica derivante dallo scontro tra due placche continentali (età media intorno ai 40 milioni di anni), i tepui sono strutture molto più antiche. Gli strati superiori della roccia sono di tipo sedimentario, originate dalla deposizione della sabbia sul fondo oceanico circa due miliardi di anni fa. Con l'innalzamento delle terre e l'esposizione all'aria queste rocce sono state via via erose e frammentate a partire da 300 milioni di anni fa. Il processo ha portato alla formazione dei tepui che già svettavano sulle terre sottostanti nelle fasi finali dell'era dei dinosauri (70 milioni di anni fa).
Furono proprio queste caratteristiche geologiche, oltre alla particolare inaccessibilità della struttura, a far risorgere, in onore di Conan Doyle, l'ipotesi "mondo perduto" per le specie animali e vegetali qui presenti.

Una miniera d'informazioni naturali così unica non poteva non essere studiata adeguatamente. Ed è così che un team di scienziati della università del Texas ha deciso di catalogare geneticamente (attraverso l'analisi del DNA) le specie qui presenti in modo da risolvere l'annosa questione circa l'origine. Come hanno fatto a raggiungere la sommità? Sono i discendenti di chi si è trovato via via isolato oppure ai primi abitanti si sono sovrapposti dei nuovi arrivati giunti fortunosamente sulla cima?
Un dilemma in parte risolto dall'analisi genetica di piccole rane che vivono sui tepui. La scelta delle raganelle come modello era in un certo senso "ovvia" dato che si tratta di animali che si muovono molto poco durante la loro vita. Una delle specie di raganelle studiate passa le giornate nascosta dentro una specie di pianta carnivora per uscirne solo di notte e andare a caccia di insetti; altro motivo della scelta è il fatto che il 90 per cento delle specie di rana che vivono su queste montagne non si trova in nessun altro luogo e possono così essere confrontate geneticamente con le "cugine" che vivono nella foresta sottostante.
L'analisi genetica offre un modo semplice per testare la distanza evolutiva tra due specie affini: confrontare l'accumulo di mutazioni tra zone omologhe del genoma non sottoposte a selezione equivale ad usare un orologio molecolare, dato che conoscendo il tasso di mutazione per generazione è possibile, una volta note le differenze genetiche, inferire la distanza in generazioni dall'antenato comune.
Dato che i tepui sono vecchi di 70 milioni di anni, la scoperta di una distanza genetica di "soli" 5,3 milioni di anni ha sorpreso i ricercatori; il dato indica chiaramente che, almeno per quanto riguarda le rane, la colonizzazione del tepui sarebbe avvenuta in tempi successivi all'isolamento. Tra le quattro specie analizzate alcune indicavano addirittura tempi di colonizzazione risalenti a poche migliaia di anni fa.
Una impresa, quelle delle rane incredibile, se si considerano l'altezza dei tepui, le abitudini stanziali della rana e la ripidità della salita. Ovviamente questo è solo un tassello di un mosaico ancora da comporre. Roy McDiarmid, un erpetologo presso lo Smithsonian Institute (che consiglio sempre di andare a visitare se passate da Washington), non getta alle ortiche l'idea del "mondo perduto" per le altre specie (animali e vegetali) lì presenti; alcuni dati preliminari ottenuti nel suo laboratorio sui rospi indicano infatti che i loro antenati vivevano sulla cima dei tepui già al momento della loro formazione.

Il vero pericolo è quello che non ci sia più molto tempo per raccogliere i dati. Il riscaldamento globale, evidente anche in queste zone, sta spingendo molte specie a colonizzare aree più fresche, poste ad altitudine maggiore. Il problema è che le specie che già vivono sulla cima del tepui non possono andare più in alto e sono quindi ad alto rischio di estinzione.

Fonti
- Ancient tepui summits harbor young rather than old lineages of endemic frogs
  Patricia E. Salerno et al, Evolution (2012) 66 (10) 

- It’s Not So Lonely at the Top: Ecosystems Thrive High in the Sky
  New York Times, 7 maggio 2012

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