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Primi test per il vaccino contro il fentanyl

Un vaccino contro il fentanyl sta per essere testato per la prima volta su larga scala
Image credit: Wired
Fatti sul fentanyl:
  • una quantità di fentanyl equivalente a pochi granelli di sabbia è sufficiente a bloccare la respirazione di una persona (la dose minima letale per l'essere umano è di soli 250 microgrammi).
  • questa droga, insieme all'abuso di ossicodone, è la causa principale della cosiddetta epidemia di oppioidi negli USA che negli ultimi 20 anni ha ucciso più persone di tutti i soldati USA morti da inizio novecento.
Il fentanyl è un oppioide sintetico, insapore, inodore e invisibile se mescolato ad altre sostanze, ragione per cui i tossicodipendenti spesso non si accorgono della sua presenza pensando di assumenre altre droghe. La sua potenza (rispetto ad altre droghe a cui è mischiato) rende il rischio di overdose molto alto e rinforza la dipendenza.
Tale sostanza è 50-100 volte più potente dell'eroina e della morfina, rispettivamente. Approvato dalla FDA nel 1968 come analgesico e anestetico per via endovenosa, palesò da subito il suo potenziale uso illecito (cosiddetta droga ricreativa), ragione per cui i medici poterono somministrarlo solo in combinazione con il sedativo droperidolo, in un rapporto droperidolo/fentanyl di 50:1.
Dato il costo di produzione irrisorio e l'elevatissimo potere assuefacente (tra l'altro le crisi d'astinenza da fentanyl sono molto più devastanti di quelle da eroina), il fentanyl è diventata la droga da strada più frequente, aggiunto all'interno di altre droghe perché ne aumenta la potenza e riduce i costi. 

I suddetti motivi hanno spinto l'imprenditore biotecnologico Collin Gage a fondare nel 2023 la biotech ARMR Sciences con lo scopo di sviluppare un vaccino contro il fentanyl.
È notizia recente che i test hanno superato le forche caudine degli stadi in vitro e su animali, arrivando alla fase di test sui volontari umani.

Perché proprio un vaccino?
Il naloxone (Narcan) può invertire rapidamente l'overdose da fentanyl (o altri oppioidi) legandosi ai recettori degli oppioidi nell'organismo (in genere cellule del SNC) soppiantando le molecole di droga. Ma si tratta di un trattamento di emergenza, non di una misura preventiva come invece è un vaccino che, come suggerisce il nome dell'azienda, agisce come una corazza.
I vaccini contro gli oppioidi non sono una novità ma cominciarono ad essere pensati già negli anni '70. Tuttavia dopo il fallimento dei primi tentativi di vaccini contro l'eroina, gran parte della ricerca fu abbandonata salvo essere ripresa oggi grazie ai finanziamenti del governo statunitense.
Il vaccino sviluppato da ARMR Sciences è progettato per neutralizzare il fentanyl nel flusso sanguigno prima che raggiunga il cervello dove induce sia i suoi effetti "voluti" (euforia ...) che quelli letali (insufficienza respiratoria ...).
L'idea di base è la stessa di qualsiasi altro vaccino. Allenare il sistema immunitario a produrre anticorpi che riconoscono un invasore estraneo. Tuttavia, poiché il fentanyl è molto più piccolo dei patogeni presi di mira dai nostri attuali vaccini, da solo non sarebbe in grado di innescare una risposta immunitaria. Per stimolare la produzione di anticorpi, i ricercatori hanno legato il fentanyl ad una proteina (tossina difterica disattivata), già utilizzata con successo in passato. In questo modo il sistema immunitario impara ad considerare bersagli legittimi sia la proteina che quello che è associato alla proteina: risultato finale la produzione di anticorpi che riconoscono (anche) il fentanyl.
Se una persona vaccinata entra in contatto con il fentanyl, gli anticorpi presenti nel sangue si legheranno ad esso (opsonizzazione) impedendo (a causa della mole) il passaggio attraverso la barriera emato-encefalica. Il complesso antigene-anticorpo viene infine eliminato con le urine.

La sperimentazione sui ratti ha dimostrato che il vaccino è in grado di bloccare il 92-98% del fentanyl in circolo per un periodo di 20 settimane che dovrebbe tradursi in un anno di protezione negli esseri umani.
Lo studio clinico di fase 1 e 2, il cui inizio è previsto per l'inizio del 2026, arruolerà 40 adulti sani presso il Centre for Human Drug Research nei Paesi Bassi (grazie all'esperienza olandese nella conduzione di studi su naloxone e nalmefene). La prima parte dello studio valuterà la sicurezza del vaccino e determinerà il dosaggio migliore. I volontari riceveranno una serie di due iniezioni a dosi diverse e a intervalli previsti i ricercatori misureranno il livello di anticorpi specifici nel sangue. Nella seconda parte della sperimentazione, un piccolo gruppo di partecipanti riceverà una dose medica di fentanyl in modo da testare l'efficacia del vaccino nel bloccarne gli effetti.
L'azienda sta testando un vaccino iniettabile in questo studio, ma sta anche valutando una formulazione orale per studi futuri.

Dato il clima politico avverso ai vaccini ci sono altre aziende USA che stanno perseguendo una via complementare. Ad esempio la CounterX Therapeutics si è concentrata sulla terapia con anticorpi monoclonali. Nonostante la sua intrinseca azione a breve termine, il suo utilizzo si pone come alternativa al naloxone (overdose) e come protezione da sovradosaggi non voluti, quindi destinata a pazienti ad alto rischio, come coloro che partecipano a programmi di recupero dalla dipendenza.

Un problema potenziale di un vaccino anti-fentantyl è che potrebbe bloccare gli effetti (terapeutici) di altri oppioidi, lasciando i soggetti vaccinati con poche opzioni per gli antidolorifici qualora ne avessero bisogno. Studi preliminari non hanno in verità riscontrato alcuna cross-reattività con farmaci a base di oppioidi usati per il trattamento del dolore e della dipendenza (come buprenorfina, metadone, morfina o ossicodone). 
La mancanza di cross-reattività ha però anche un risvolto negativo: le persone potrebbero comunque andare incontro a un'overdose da altri tipi di oppioidi e trarre effetti psicoattivi.

Non esistono soluzioni perfette ma è indubbio che le conseguenze del fentanyl sulla società è talmente grave e diffusa che anche rimedi parziali e con controindicazioni sono benvenuti

***
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