Secondo un team di ricercatori svizzeri, i tatuaggi potrebbero mettere a rischio il sistema immunitario e a cascata alterare l'efficacia nel monitoraggio di minacce esterne (virus, batteri) ed interne (tumori).
Lo studio condotto sui roditori, pubblicato sulla rivista PNAS, ha analizzato gli effetti (e testato la tossicità) degli inchiostri per tatuaggi, concentrandosi sui tre colori più comunemente usati (nero, rosso e verde). I risultati mostrano che l'inchiostro per tatuaggi non solo rimane nella pelle, ma viaggia anche attraverso il corpo, accumulandosi nei distretti chiave del sistema immunitario (linfonodi), dove può rimanere per anni.
All'interno di questi tessuti, l'inchiostro innesca la morte cellulare, poiché i macrofagi – cellule immunitarie chiave – non riescono a digerire il pigmento catturato, causando un'infiammazione che come è noto, se cronicizzata, può indebolire le difese dell'organismo.
Il processo stesso del tatuaggio induce un'infiammazione localizzata mentre il sistema immunitario cerca di guarire la lesione cutanea causata dagli aghi.
Questa reazione è più forte con i pigmenti rosso e nero.
Nello specifico, i test sui topi hanno evidenziato che i pigmenti si concentrano rapidamente (entro due mesi dal tatuaggio) nei linfonodi e lì permanevano per molti mesi (lasso di tempo che per la vita di un topo corrisponde ai nostri decenni).
Le particelle di pigmento hanno in genere dimensioni nanometriche e possono agevolmente diffondere oltre il derma.Gli inchiostri per tatuaggi, composti da pigmenti colorati diluiti in un liquido vettore, possono contenere fino a 100 sostanze chimiche. Mentre i tatuaggi neri sono tipicamente realizzati con pigmenti di carbone, i tatuaggi colorati contengono in genere pigmenti organici industriali originariamente progettati per materie plastiche, vernici o pitture. In Europa, la tipologia di inchiostri per i tatuaggi è regolamentata dal 2022.
I topi (tatuati e non) sono stati anche testati per la risposta immunitaria a vari vaccini con risultati opposti. La risposta al vaccino contro il COVID-19 era indebolita mentre sembrava potenziare la risposta a un vaccino antinfluenzale inattivato con raggi UV.
Si tratta chiaramente di risultati preliminari che dovranno essere validati da studi su umani e con diversi tipi di vaccino.
Nota. Uno studio danese del 2025 condotto sui gemelli (campione perfetto per minimizzare la componente genetica e ambientale) ha evidenziato una associazione tra tatuaggi e rischio di tumore alla pelle e linfomi.
Fonte
- Tattoo ink induces inflammation in the draining lymph node and alters the immune response to vaccination
A. Capucetti et al, (2025) PNAS
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Dal mio punto di vista di meglio spendere i soldi per un bel libro o per una statuetta come questa che per un tatuaggio ... di cui poi sono sicuro di stancarmi
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